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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/01/2014  -  stampato il 06/12/2016


Corte dei Conti: ll nuovo carcere di Pesaro? Una maxi truffa

Lavori lunghi e sbagliati e molte tangenti a funzionari pubblici sono la carta d’identità del carcere di Villa Fastiggi. Poi qualche giorno fa è arrivata una sentenza della Corte dei Conti che ha condannato dopo 26 anni l’ex provveditore alle Opere pubbliche e il suo vice a risarcire lo Stato per danni d’immagine. Devono pagare 100mila euro in due. Quello che i giudici non sapevano, e che anche la bomba gettata dai terroristi durante la costruzione, il 28 settembre del 1982, è stato un regalo ai vari profittatori.

Racconta un operaio, Graziano, oggi 48enne, per due anni e mezzo muratore nel cantiere consegnato nel 1988: «Io sono arrivato nel 1985 ma c’erano molti operai che vi lavoravano dall’inizio. La prima cosa che mi dissero, a proposito della bomba scoppiata, e che dopo qualche giorno di sequestro del cantiere, videro arrivare da Ancona dei camion carichi di ferro arrugginito, pezzi di gru tagliate, ferraglia. Scaricarono tutto vicino alle macerie della bomba. Poi ripartirono».

«LI’ PER LI’ — dice Graziano — gli operai non capirono ma poi sì. La ditta o altri personaggi non chiari avrebbero fatto portare delle gru vecchie fuori uso per far vedere un maggior danno dovuto alla bomba. Questo perché dopo una settimana sarebbe arrivata una commissione da Roma per controllare i danni». Ufficialmente la bomba terrorista fece oltre 450 milioni di danni ma in realtà, per chi lavorava nel cantiere, quella somma andava divisa almeno della metà. Insomma, c’era scappata la «cresta» grazie al terrorismo. Dice Graziano: «Mi ricordo che avevo avuto l’incarico di chiudere le scatole delle prese elettriche negli appartamentini dei poliziotti penitenziari. Ne facevo dieci in un giorno, comunque senza correre. Arriva un capo e mi dice che devo fare non più di due appartamenti al giorno. Era un ordine. Ma soprattutto chi doveva controllare per conto dello Stato non lo faceva minimamente. Mi ricordo che molti operai erano incapaci totali.Uno doveva fare il calcestruzzo. E’ rimasto bloccato dentro la pancia della betoniera e abbiamo dovuto tirarlo fuori con una gru. Hanno fatto 18 metri di muro esterno oltre il dovuto. Se n’è accorto il contadino. Nessuno controllava niente. Come ricordo l’unico collaudo nella sala del cinema. Sono arrivate delle persone, hanno preso un pallone, lo hanno riempito di acqua per poi farlo rotolare su un solaio. Ecco tutta la prova. Mi meraviglio che quel carcere stia ancora in piedi. Mi ero rivolto al sindacato per parlare dello schifo che vedevo, ma non ho avuto ascolto».

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