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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 15/01/2014  -  stampato il 03/12/2016


Braccialetti elettronici: in uso solo 55 su 2000 pagati

L'educatore parrocchiale accusato a Milano di pedofilia sarà uno dei pochi detenuti agli arresti domiciliari a cui viene applicato il braccialetto elettronico (il più illustre è stato l'ex direttore dell'Avanti Valter Lavitola prima di finire nuovamente in carcere, proprio per essere uscito dalla sua abitazione).

Nonostante questo strumento sia operativo da quasi 10 anni, con costi già sostenuti dallo Stato, se n'è fatto sinora un uso limitatissimo: i braccialetti a disposizione dell'autorità giudiziaria sono duemila, ma quelli attualmente utilizzati sono poco più del 2%: appena 55.
Un problema, quello della scarsa diffusione, che nascerebbe dalla poca conoscenza di questa possibilità da parte dei magistrati e soprattutto della relativa procedura di attivazione. Tant'è che attualmente sono meno di una decina gli uffici giudiziari che utilizzano i braccialetti, in gran parte rappresentati dalle grandi città (Milano, Torino, Napoli, Palermo in testa), tra cui la diffusione è avvenuta con una sorta di passaparola.

È il contratto stipulato dal ministero dell'Interno con Telecom, che scade il 31 dicembre del 2018, a prevedere la disponibilità a favore dell'Autorità Giudiziaria, di 2000 braccialetti elettronici e di terminali che si trovano da anni nelle centrali operative di polizia, carabinieri, guardia di finanza della maggiore parte delle città italiane. Sinora il sistema ha dimostrato di funzionare, tant'è che c'è stata una sola evasione.

A dispetto del nome, si tratta di una cavigliera che deve essere indossata dal detenuto ai domiciliari, e che è in grado di sopportare fino a 70 gradi di temperatura e 40 chilogrammi di trazione prima di rompersi. Nell'abitazione viene anche installata un'apparecchiatura, simile a una radiosveglia, che riceve i segnali del braccialetto all'interno di un perimetro ben definito: se il detenuto esce dal suo appartamento, o danneggia il braccialetto o la centralina, scatta subito l'allarme alla Centrale operativa delle forze dell'ordine. Il sistema non è incompatibile con il rilascio di permessi di uscita dall'abitazione da parte del giudice: in quei casi l'orario di permesso viene inserito nel terminale dalla centrale operativa, in modo che per quelle ore il braccialetto non lanci l'allarme.

Corriere della Sera

 

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