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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 29/01/2014  -  stampato il 10/12/2016


Parma, 64 poliziotti penitenziari attendono paghe arretrate dal 2004

Sessantaquattro agenti penitenziari del carcere di Parma attendono da anni il pagamento dei giorni di riposo non goduti, alcuni dei quali risalenti al lontano 2004. L’amministrazione penitenziaria si è “dimenticata” di liquidargliele e ora rischia di venire commissariata, se i soldi non arriveranno a breve.

Sessantaquattro poliziotti di Parma hanno fatto appello al Tar per costringere il ministero della Giustizia a pagare loro gli arretrati del quinquennio ottobre 2004 – ottobre 2009, relativamente ai periodi di impiego in servizio nelle giornate destinate al riposo settimanale, eventualità che prevede la corresponsione di una indennità.

Un primo ricorso era stato depositato già nel 2009 da un gruppo ristretto di poliziotti. Che hanno vinto, anche se per avere poi davvero il denaro dovettero sudare sette camicie. Occorsero più interventi del Tar per costringere gli organismi del ministero a versare i soldi, dopo una serie di ritardi motivati da dubbi su come conteggiare i soldi, gli interessi, chi dovesse farlo… Finché i giudici non nominarono un commissario che agisse all’interno dell’amministrazione penitenziaria a far giustizia.

Sull’esempio di quel primo gruppo, molti altri agenti hanno presentato un ricorso analogo. E la storia dei ritardi si è ripetuta. Con un nuovo recente ricorso, i poliziotti hanno ottenuto non solo l’ordine al carcere di pagare il dovuto, ma pure la nominarsi del prefetto di Parma a commissario ad acta “in caso di perdurante inerzia dell’Amministrazione”.

Parmaquotidiano