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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/02/2014  -  stampato il 17/12/2017


Sappe: esemplare il comportamento dei Poliziotti Penitenziari durante la fuga dell'ergastolano

“E’ esemplare, se non eroico, il comportamento dei colleghi che scortavano l’ergastolano evaso questo pomeriggio”. A dichiararlo è Donato CAPECE, Segretario Generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

“Con il trascorrere del tempo si sta delineando cosa è davvero accaduto. I poliziotti penitenziari erano attesi da un commando di quattro uomini all’ingresso del Tribunale di Gallarate che, minacciando di uccidere un ostaggio, gli hanno intimato di rilasciare il detenuto scortato. Anteponendo a tutto la vita dell’ostaggio, i colleghi hanno consegnato il detenuto, consentendo il rilascio dell’uomo, pur predisponendo immediatamente una pronta risposta”, aggiunge il leader del primo e più rappresentativo Sindacato dei Baschi Azzurri.

“Non appena messo al sicuro l’ostaggio, i poliziotti penitenziari non hanno esitato ad ingaggiare un conflitto a fuoco e ad inseguire i fuggiaschi, che però erano attesi da un altra auto pronta a dileguarsi. Nello scontro a fuoco sono rimasti feriti due agenti, uno perché attinto al viso da spray urticante spruzzato dai malviventi e l’altro perché caduto rovinosamente nel tentativo di inseguire i fuorilegge”.

Emergono dettagli anche sul detenuto evaso, aggiunge il SAPPE: “Il detenuto evaso è Domenico Cutrì, nel dicembre del 2012 condannato all’ergastolo come mandante dell’omicidio di Lukacs Kobrzeniecki, il giovane polacco freddato a Trecate nella notte fra il 15 e il 16 giugno del 2006, ucciso in un agguato mentre tornava a casa sua dopo una serata al bar con gli amici. Movente la gelosia, per via di un apprezzamento fatto dal giovane straniero alla donna del calabrese. Domenico Cutrì era detenuto fino a qualche tempo fa a Saluzzo finchè è stato trasferito a Cuneo e sottoposto a regime di alta sicurezza perché sospettato di voler evadere. Soltanto il 31 gennaio era stato trasferito a Busto Arsizio perché proprio oggi aveva un udienza al Tribunale di Gallarate. Per l’accompagnamento all’udienza erano state predisposte tutte le misure del caso e la scorta era composta da un capo scorta e quattro agenti, tutti appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria”.

“Nessuno poteva prevedere il sequestro e la minaccia di morte dell’ostaggio” conclude Capece “e comunque sia ripetiamo che il comportamento dei poliziotti penitenziari è stato esemplare compiendo fino in fondo il proprio dovere senza mettere a rischio l’incolumità dei cittadini. A loro va il nostro plauso unitamente agli auguri di pronta guarigione ai due colleghi feriti”.

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