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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/02/2014  -  stampato il 04/12/2016


Detenuto evaso, chi ha sparato per primo? Dubbi anche sulla complicitÓ del terzo fratello

VARESE - Anche se non si trova, il terzo fratello di Domenico Cutrì, Daniele, non avrebbe fatto parte del commando che ha assaltato la scorta della Polizia Penitenziaria per rimettere in libertà l'ergastolano di Inveruno ora latitante. Daniele – come riferiscono alcuni portali locali - avrebbe anche un alibi.

Come aveva già dichiarato la sorella, infatti, il ragazzo sarebbe davvero partito per Napoli con il treno domenica sera. Questo non esclude, tuttavia, che il giovane abbia comunque avuto un ruolo in una delle fasi precedenti o successive al momento della liberazione.

Sono pochi, ma ci sono, i nuovi tasselli che cercano di ricostruire l'incredibile vicenda avvenuta all'uscita del tribunale di Gallarate.

Nel frattempo Antonella, madre di Domenico, ha provato a richiedere la salma del figlio Antonino, rimasto ucciso nello scontro a fuoco con gli agenti. Ma invano. Il corpo non sarà messo a disposizione dei familiari finché non sarà eseguita l'autopsia. Il sostituto procuratore ha infatti richiesto una tac per capire dove si è conficcato il proiettile che lo ha colpito alla testa.

Il tutto per chiarire la dinamica dell'accaduto. E' ormai abbastanza sicuro, infatti, che i primi a sparare siano stati gli uomini di Cutrì. Tra i 32 bossoli trovati in terra ce ne sono almeno 4 con un calibro 7.65, differente da quelli in dotazione alla Polizia Penitenziaria. Tra le molte armi ritrovate nel Suv abbandonato in via Pacinotti c'erano anche pistole dello stesso calibro di quelle usate dagli agenti.

E mentre nel registro degli indagati non c'è ancora un nome, sono stati aggiornati i capi d'imputazione: oltre alla procurata evasione appaiono il tentato omicidio e le lesioni gravi.

tio.ch