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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/07/2010  -  stampato il 04/12/2016


"Vallanzasca maleducato". La Polizia Penitenziaria si ribella

"Basta con la sfrontatezza e l'arroganza del detenuto Renato Vallanzasca!". A scriverlo, in una nota inviata al Capo dell'Amministrazione Penitenziaria Franco Ionta ed al Direttore Generale dei Detenuti del Dap, Sebastiano Ardita, con cui si chiede un intervento a tutela della dignità e della professionalità del personale appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria, è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe. Spiega il segretario generale Donato Capece: «Aderendo alle sollecitazioni dei colleghi della Casa di Reclusione di Milano Bollate, dove è detenuto Renato Vallanzasca - afferma Capece - ho ritenuto opportuno portare a conoscenza delle autorità del Dap il comportamento scorretto messo continuamente in atto dal detenuto. Ci è stato riferito che a suo carico sono stati elevati diversi rapporti disciplinari, causati proprio dal suo reiterato rapportarsi con i poliziotti in modo irriverente, senza che questi abbiano prodotto alcun risultato sanzionatorio, visto che il detenuto Vallanzasca continua a fruire dei benefici concessigli".

Il Sappe, dice ancora il sindacalista, "non può più accettare tale condotta ad opera di un soggetto insolente e prepotente, destinatario di una condanna infinita, ma che sembra dimenticata. Per altro, come avvenuto pochi giorni fa, il recluso Vallanzasca spesso si esprime nei confronti del personale di polizia penitenziaria in modo irrispettoso, rasentando anche l'illecito, quasi con atteggiamento borioso e spavaldo, senza preoccupazione alcuna delle conseguenze delle proprie dichiarazioni ed azioni. Il Sappe - conclude - ha chiesto dunque al Capo Dap Ionta ed al Dirigente generale dei Detenuti Ardita di porre in essere gli opportuni provvedimenti di competenza".

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