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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/02/2014  -  stampato il 03/12/2016


Pentito della camorra accusa due agenti in servizio a Carcere di Lanciano

Dalle oltre 400 pagine dell'ordinanza dell'operazione Adriatico emergono fatti clamorosi e conferme. Come la circostanza che dal carcere di Lanciano, dove era detenuto, Lorenzo Cozzolino gestiva il mercato degli stupefacenti nel Vastese. Lo faceva, come hanno raccontato agli inquirenti lui stesso e la moglie, Italia Belsole, con l'aiuto di due agenti della Polizia Penitenziaria di Lanciano. Fatti che portarono, nel 2005, all'arresto di otto persone. 

Racconta Cozzolino, dal 2012 pentito di camorra: "Mia moglie dava loro ogni volta 500 euro, o la cocaina, ogni volta che cellulari o droga entravano in carcere", è scritto in uno stralcio dell'ordinanza pubblicato sul quotidiano Il Messaggero.
 
Conferma la moglie del pentito, Italia Belsole: "All'epoca c'erano dei telefoni così piccoli... e io quelli procuravo a mio marito". Poi "mi incontravo con uno dei due agenti al Polycenter, gli davo una borsa con due cellulari e la droga. I due agenti venivano pagati, 500 euro ogni volta che li incontravo. Li vedevo ogni due o tre volte perché i cellulari si scaricavano e io raccattavo telefoni a volontà, qualche volta li ricaricavano loro, ma era difficile, non montavano sempre loro due allo stesso orario, nello stesso giorno. I soldi li davo a un solo agente che li divideva anche con l'altro agente".
 
L'aggressione per mancato pagamento - Sempre dalle testimonianze rese alla magistratura, emergono anche episodi di violenza, come quello relativo a un mancato pagamento da parte di un acquirente di Tollo, debitore di 21mila euro: "L'ho fatto sedere, gli ho messo la benzina intorno alla sedia, l'ho legato con la catena e il lucchetto, l'ho riempito di botte con un paletto di legno... i soldi me li ha poi dati perché se no lo ammazzavo.
 
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