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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/02/2014  -  stampato il 07/12/2016


Evasione Roma Rebibbia: fuga da film con lenzuola annodate e sbarre segate

Hanno segato delle sbarre, poi si sono calati da un muro di cinta con delle lenzuola annodate. Sono evasi così ieri sera verso le 23 dal carcere romano di Rebibbia,con una fuga classica da film, i due detenunti nella cosiddetta "terza casa" del penitenziario dove si fa il trattamento avanzato per i tossicodipendenti e il regime di custodia è attenuato. Giampiero Cuttini, 41 anni, e Sergio Di Palo, 35, entrambi romani con fine pena nel 2018 per reati di rapina, furto aggravato, ricettazione e lesioni, sono scappati dal terzo piano, attualmente dismesso. L'allarme é scattato dopo un giro di ispezione degli agenti della Polizia Penitenziaria.

Le ricerche al momento non hanno dato alcuni esito. Anche se il vice capo del Dap, Luigi Pagano rassicura: «Stiamo accertando la dinamica esatta dell'evasione e collaboriamo, anche attraverso il nostro nucleo investigativo, alle ricerche dei detenuti: è probabile che non abbiano sostegno all'esterno, e questo ci fa pensare che la loro cattura sia possibile in tempi brevi. Vorrei comunque ricordare - prosegue - che la Terza Casa di Rebibbia da decenni ha un regime a trattamento avanzato, i cui risultati si sono visti sul campo in merito al reinserimento sociale dei detenuti. L'ultima evasione - ricorda - risale a oltre 20 anni fa. Questo episodio, pur nella sua serietà, è del tutto eccezionale, come dimostra proprio la storia degli ultimi anni».
 
Critico invece il Sappe, il sindacato di Polizia Penitenziaria. «Eviterei di banalizzare le modalità dell'accaduto - avverte il segretario generale Donato Capece - perché l'evasione è avvenuta in una struttura a livelli bassissimi di sicurezza, senza sentinelle sulle mura di cinta. Decreta il fallimento della vigilanza dinamica, per cui auspico che i propugnatori ne traggano le debite conseguenze dimettendosi».
 
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