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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 14/02/2014  -  stampato il 04/12/2016


Evasioni dal carcere in Italia: le ultime e le piu celebri.

Diverse sono state nel tempo le evasioni dal carcere in Italia. Alcune hanno colpito anche per le modalità che sono state utilizzate, per poter essere messe in atto. Si tratta di episodi particolari, di cui la cronaca ha parlato molto e che hanno colpito l’opinione pubblica, perché, seppure non sono frequenti, rappresentano delle vicende che suscitano sempre un certo scalpore. In certi casi sono evasi anche dei killer, ritenuti pericolosi. Ci si chiede se il tutto sia da imputare a delle falle nel sistema di sicurezza oppure se veramente questi detenuti sono così organizzati, da riuscire a mettere a punto, in modo illecito, la riconquista della libertà. 

Non è facile riuscire a scovare gli episodi più eclatanti di evasione. Sicuramente però alcuni si rivelano particolarmente interessanti, anche prendendo in considerazione le stesse personalità degli evasi e i reati, di cui sono stati accusati. Non sempre le forze dell’ordine sono riuscite a ricatturare i detenuti scappati dal carcere. Tutto ciò rende ancora più inquietanti queste vicende.
 
Le evasioni più recenti e celebri
GIAMPIERO CATTINI E SERGIO DI PAOLO – Giampiero Cattini e Sergio Di Paolo, rispettivamente di 42 e 35 anni, si trovavano in cella nel carcere di Roma per reati legati alla droga. Nei giorni scorsi sono evasi dal penitenziario, utilizzando delle lenzuola, con le quali si sono calati oltre il muro di cinta. Per arrivare a questo hanno segato le sbarre della propria cella. All’interno del carcere hanno lasciato perfino un biglietto di scuse alla direttrice. La Polizia Penitenziaria si è accorta dell’assenza dei due e immediatamente sono scattate le ricerche. Cattini è stato rintracciato ed arrestato.
 
DOMENICO CUTRI’ – Domenico Cutrì è stato arrestato in questo mese di febbraio, dopo 3 anni di latitanza, che si sono svolti in seguito all’uccisione di un ragazzo, che aveva fatto degli apprezzamenti nei confronti della fidanzata dello stesso Cutrì. Ad aiutarlo nell’evasione è intervenuto il fratello Antonino, morto nel corso del blitz. Lunedì 3 febbraio, di fronte al tribunale di Gallarate, degli uomini armati hanno assaltato il furgone della Polizia Penitenziaria. L’obiettivo è stato appunto quello di liberare Domenico Cutrì. C’è stato uno scontro a fuoco e il malvivente è riuscito a salire su un’auto, per scappare velocemente. Il fratello Antonino, arrivato agonizzante a casa della madre, è stato accompagnato all’ospedale di Magenta, ma è morto.
 
BARTOLOMEO GAGLIANO – Bartolomeo Gagliano si trovava al carcere di Marassi. Era colpevole di diversi reati, fra i quali anche degli omicidi. Era stato anche in un manicomio giudiziario e il suo primo omicidio era avvenuto nel 1981, quando aveva ucciso una prostituta, colpendola con una pietra. Gagliano non ha fatto più ritorno al carcere, fuggendo, dopo aver ottenuto un permesso premio di libera uscita. Il tutto è accaduto nel dicembre dell’anno scorso. Il detenuto è stato poi ripreso, dopo aver tentato una fuga all’estero.
 
RENATO VALLANZASCA – Renato Vallanzasca è stato ritenuto a capo della banda della Comasina, che operava nel milanese. Il suo caso si distingue dagli altri, perché ha tentato di evadere diverse volte. La prima volta nel 1972. Vallanzasca si era iniettato per via endovenosa delle urine e aveva ingerito delle uova marce. Per questo era stato ricoverato in ospedale ed era riuscito a corrompere una guardia e in questo modo a fuggire. Ripreso, tenta una nuova evasione nel 1980. Si trovava nel carcere di San Vittore. Misteriosamente, insieme ad altri due detenuti, riesce ad avere una pistola, con la quale si fa strada. Uscito dal carcere, ne consegue una sparatoria per le vie di Milano, ma viene ricatturato. Nel 1987 è scappato nuovamente attraverso un oblò del traghetto che da Genova avrebbe dovuto portarlo in Sardegna.
 
GRAZIANO MESINA – Anche questo è un caso particolare di evasione, visto che i tentativi sono stati ben 22. Fra questi soltanto circa 10 sono andati a buon fine. Possiamo citarne alcuni in particolare: la fuga da una toilette di un treno in corsa, quella dall’ospedale S. Francesco di Nuoro, calandosi lungo un tubo dell’acqua e poi quella compiuta a Sassari, quando, insieme ad un giovane spagnolo disertore della legione straniera, scalò il muro del carcere alto 7 metri. Tutti gli episodi sono avvenuti negli anni ’60.
 
Fonte Nanopress