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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 14/02/2014  -  stampato il 29/04/2017


Evasione da Rebibbia: ecco i possibili veri motivi dell'evasione

Perché Sergio Di Palo e Gampiero Cattini sono fuggiti? Se lo chiedono gli investigatori all’indomani dalla clamorosa evasione. Non erano tanti gli anni per la fine della pena: la condanna di De Palo sarebbe scaduta a settembre del 2018 e quella di Cattini a fine dicembre dello stesso anno. Se li riprenderanno avranno un reato in più sulle spalle e non potranno certo tornare nella terza Casa. «Una sciocchezza» scappare da lì, dice chi si occupa di detenuti.

Cosa li ha spinti allora a farlo? Il bisogno di libertà? Un disagio legato alla loro condizione di tossicodipendenti? O c’è dell’altro? Sono le domande che si stanno ponendo gli investigatori.

L’ipotesi è che sia stato Di Palo a pianificare la fuga e Cattini si sarebbe aggregato. Ragioni serie potrebbero averlo spinto a mettere in piedi il piano. Non sfugge a chi sta indagando sull’evasione che il suo non è un cognome qualunque. La famiglia Di Palo, originaria della Sicilia, da anni è radicata a Tor Bella Monaca dove operano vari clan, tra cui quello camorristico dei Moccia.

I De Palo sono temuti nel quartiere, avrebbero un ruolo nell’assegnazione delle case popolari che manovrerebbero anche attraverso estorsioni. L’attività di facciata, quella di ambulanti (la famiglia gestiva un banco a piazzale Clodio) coprirebbe – a quanto rivelano le inchieste sul loro conto – in realtà una serie di affari illeciti, compreso lo spaccio.

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La lettera di scuse degli evasi di Rebibbia alla Direttrice del carcere