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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/02/2014  -  stampato il 04/12/2016


Tagli al collo e un braccio rotto: detenuto ferisce compagno di cella con lancia rudimentale a Marassi

''Due tagli profondi nel collo, un braccio rotto, la milza probabilmente spappolata. E una tragedia, l'ennesima, sventata in carcere a Genova'', afferma Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del Sappe (Sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria), spiegando che la ''vittima e' un detenuto italiano, colpito da un altro ristretto che, durante una lite, ieri mattina lo ha colpito con una lancia rudimentale, realizzata con una barra di ferro della branda''.

Il ferito è ''ora ricoverato in ospedale -prosegue Martinelli- i due protagonisti sono entrambi detenuti nel Centro clinico del carcere, IV Sezione, che ospita persone affette da Hiv-Hcv. All'origine della lite delle sigarette negate, ma è evidente che la brutalità dell'episodio fa supporre pregressi screzi tra i due''. ''Sembra davvero che al peggio, nelle affollate carceri italiane, non vi sia fine'', prosegue il sindacalista dei baschi azzurri del Sappe. ''La situazione, a Marassi e nelle altre carceri italiane resta grave -rimarca Martinelli- e questo determina difficili, pericolose e stressanti condizioni di lavoro per gli agenti di Polizia Penitenziaria. Anche perché i detenuti non lavorano e non serve farli stare più ore fuori dalle celle senza far nulla. Niente lavoro e dunque ozio e apatia''.

A Genova Marassi, ricorda il Sappe, il 31 gennaio scorso erano detenute ''773 persone rispetto ai circa 450 posti letto regolamentari: circa il 60% i ristretti stranieri''.

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