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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/02/2014  -  stampato il 08/12/2016


25 telefonini e sim card sequestrati nel carcere di Bergamo in un anno da parte della Polizia Penitenziaria

E’ salito a 25 il numero di telefonini cellulari rinvenuti presso la casa circondariale di Bergamo nell’ultimo anno. Sabato 15 febbraio sono stati rinvenuti dal personale di Polizia Penitenziaria della casa circondariale di Bergamo durante la perquisizione ordinaria mattutina, due apparecchi cellulari, uno negli slip di un detenuto italiano e l’altro, con la sua sim card, nascosto in un incavo ricavato all’interno di una bomboletta del gas vuota, nella cella di tre detenuti extracomunitari. Nella giornata di mercoledì invece è stata rinvenuta un’ulteriore sim card durante la perquisizione di un detenuto che doveva recarsi al processo. "Questi sono i risultati della nostra amatissima vigilanza dinamica voluta dai vertici del DAP”, sottolinea Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe.

Il Sappe ricorda che "sulla questione relativa all'utilizzo abusivo di telefoni cellulari e di altra strumentazione tecnologica che può permettere comunicazioni non consentite è ormai indifferibile adottare tutti quegli interventi che mettano in grado la Polizia Penitenziaria di contrastare la rapida innovazione tecnologica e la continua miniaturizzazione degli apparecchi, che risultano sempre meno rilevabili con i normali strumenti di controllo".

"A nostro avviso – conclude Capece - appaiono pertanto indispensabili – nei penitenziari per adulti e per minori - interventi immediati compresa la possibilità di "schermare" gli istituti penitenziari al fine di neutralizzare la possibilità di utilizzo di qualsiasi mezzo di comunicazione non consentito e quella di dotare tutti i reparti di Polizia Penitenziaria di appositi rilevatori di telefoni cellulari per ristabilire serenità lavorativa ed efficienza istituzionale, anche attraverso adeguati ed urgenti stanziamenti finanziari".

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