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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/03/2014  -  stampato il 08/12/2016


Il Ministro Orlando scettico sulla scelta dei suoi due Sottosegretari

Sulla conferma dell’ex magistrato Ferri a sottosegretario alla Giustizia è scoppiato un caso. Il nuovo Guardasigilli Andrea Orlando ha chiesto spiegazioni al premier Renzi, durante il Consiglio dei ministri di ieri mattina: perché la riconferma di Ferri? A che titolo e per quale area politica? Ma poi c’è la nomina di Enrico Costa a viceministro della Giustizia in quota Nuovo Centrodestra, ex berlusconiano relatore del lodo Alfano.

Orlando considera Costa una persona perbene e leale. I due si conoscono da quando uno era il responsabile giustizia del Pd, l’altro del Pdl. Ma con un tono contrariato, in Consiglio dei ministri, il nuovo responsabile di via Arenula ha fatto notare al presiedente del Consiglio che la scelta di essere affiancato da due esponenti di centrodestra potrebbe suscitare sospetti e perplessità. Non è una questione di persone, Ferri ha fatto bene il sottosegretario, Costa è una persona competente e moderata.

Ma forse non era opportuno mettere al vertice del ministero due esponenti che comunque hanno un curriculum politico di area berlusconiana. Renzi ha risposto che Ferri è un tecnico e Costa è stato indicato da Angelino Alfano. Discorso chiuso. Ma per Orlando il problema rimane, aspettandosi già critiche e sospetti. Non è un caso che il sito del Fatto quotidiano ieri titolava «La giustizia ancora in mano a Berlusconi». Orlando adesso dovrà dimostrare che la riforma della giustizia non sarà il frutto di compromessi con Berlusconi. «Non mi farò condizionare da nessuno», ha detto.

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