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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/03/2014  -  stampato il 05/12/2016


Detenuto marocchino scarcerato per errore al posto del compagno di cella nel carcere di Lodi

Non credeva ai suoi occhi, Hicham Ennakagh, quando le porte della cella, venerdì sera, si sono aperte e il secondino gli ha detto che era libero. Hicham, 28 anni, era finito in carcere a Lodi soltanto pochi giorni prima, raggiunto il 24 febbraio da un'ordinanza di custodia cautelare per spaccio, destino di tanti immigrati che arrivano in Italia da Beni Mellal, città nel cuore del Marocco.

La sua libertà dura però solo poche ore, il tempo di capire che a uscire doveva essere il suo compagno di cella, marocchino come lui, ma più vecchio di dodici anni, con i baffi e un nome, Mahjub Echakraoui, che non è così facile confondere col suo. Eppure succede, mandando in tilt per un paio d'ore l'amministrazione penitenziaria di Lodi, con un detenuto - Mahjub Echakraoui - che resta in carcere, nonostante abbia ottenuto i domiciliari dal gip Alessandra Del Corvo, con un'ordinanza notificata al carcere alle 17,15.

E un altro recluso - Hicham Ennakagh - che si ritrova libero, nonostante un'ordinanza di custodia cautelare di quattro giorni prima. "Mi hanno dato un portafoglio nero, sembrava il mio, ma i documenti all'interno non erano i miei", racconta Hicham, prima di rientrare in cella. Hicham, che non parla e non legge bene l'italiano, si è così trovato fuori dal carcere con in mano il decreto di scarcerazione di Echakraoui.

"Quando mi ha telefonato da un'utenza che non conoscevo, ho pensato a uno scherzo - racconta ora il legale di Hicham Ennakagh, l'avvocato Debora Piazza. Non poteva che essere un errore. "Sei sicuro che sei Hicham?", gli ho chiesto. È allora che mi ha detto che aveva ricevuto gli effetti personali del compagno di cella".

L'avvocato Piazza parte da Milano e raggiunge il suo assistito a Lodi, poi insieme - col verbale di scarcerazione di Mahjub Echakraoui - vanno in questura di Lodi. Spiega lo scambio di persona, che il suo assistito è stato scarcerato per errore. Ma anche che il suo assistito deve tornare subito dentro. È alle 21 di sabato che la questura allerta la direzione del carcere e il pm di turno, Laura Siani, e solo in tarda serata Ennakagh rientra in carcere.

La Repubblica