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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/03/2014  -  stampato il 08/12/2016


Attacchi alla Penitenziaria durante manifestazioni non autorizzate dei no-tav: il SAPPE dice basta

‘Saluti anarchici’ con bombe carta nel parcheggio della struttura e manifestazioni improvvisate, spesso senza autorizzazione. Episodi che si sono ripetuti diverse volte nel corso dell’anno e a cui detenuti e agenti di Polizia Penitenziaria del carcere di via Arginone hanno — loro malgrado — dovuto abituarsi. Soprattutto da quando la casa circondariale ospita quattro esponenti delle frange più dure del movimento No Tav.

Fatti che, secondo i sindacalisti del Sappe, «creano ulteriori difficoltà ai nostri operatori, già numericamente ridotti al lumicino» e che necessitano di «qualche intervento in più dal punto di vista della sicurezza». E’ questo il motivo che ha spinto i membri del Sappe a salire le scale di palazzo Giulio d’Este, per esporre al prefetto Michele Tortora le loro preoccupazioni riguardo al ripetersi di questi inquietanti eventi. «Si tratta di episodi molto gravi — ha spiegato il segretario generale del sindacato Giovanni Durante —: dei veri e propri attacchi alle istituzioni volti a dimostrare solidarietà ai ‘compagni’ reclusi all’Arginone». Conseguenze, secondo il Sappe, di scelte non troppo oculate.

«Quando è stato deciso di mandare a Ferrara quei quattro pericolosi detenuti — ha proseguito Durante — noi avevamo fatto presente che qui mancavano le adeguate condizioni di sicurezza interna ed esterna. Si tratta infatti di una struttura che si affaccia su un ampia rotatoria, non molto illuminata. A questo poi si aggiunge la ormai cronica carenza di organici». Che in via Arginone si traduce con circa quaranta poliziotti in meno all’appello. «Questo carcere dovrebbe avere circa 240 agenti — puntualizza il numero uno del sindacato di Polizia Penitenziaria —, mentre al momento ne abbiamo solo 193, oltre a una decina distaccati in altre strutture. Per garantire la sicurezza esterna, anche alla luce di questi raid, servirebbe un presidio fisso. Cosa che, in queste condizioni, non possiamo permetterci».

Da qui le richieste di aiuto rivolte al prefetto. «Abbiamo chiesto maggiori controlli in termini di passaggio di polizia e carabinieri, oltre a una maggiore illuminazione della zona. Non solo. Abbiamo proposto l’attivazione di un sistema di videosorveglianza dell’area. Quello di Ferrara — conclude il sindacalista — è l’unico carcere della regione che ospita detenuti legati a gruppi terroristici di questo tipo. Pretendiamo che questo penitenziario sia messo in condizione di mantenere adeguati livelli si sicurezza».

ilrestodelcarlino.it

Manifestazione No-Tav davanti al carcere di Ferrara con "solito" lancio di bomba carta

 

Ancora una bomba carta lanciata nel carcere di Ferrara