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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 06/03/2014  -  stampato il 03/12/2016


Svuotacarceri, SAPPE: da Marassi sono usciti meno di 50 detenuti

Cala il numero dei detenuti nelle carceri della Liguria: sono 168 in meno rispetto al 2013 nelle carceri regionali, che il 28 febbraio scorso contenevano 1.647 persone. Ma è ancora contenuto il numero di coloro che hanno potuto fruire del decreto "svuotacarceri" recentemente convertito in legge dal Senato della Repubblica.

«Il numero degli usciti è in parte vanificato dai nuovi ingressi: basti pensare che a Genova Marassi, il carcere più grande della Liguria dal quale sono uscite poco meno di 50 persone, l’affollamento resta consistente, 770 presenti per circa 400 posti letto: parliamo di una media ingressi giornalieri di 8/10 persone - dichiara Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del Sindacato più rappresentativo della Polizia Penitenziaria, il SAPPE -».

«Dovremmo aspettare ancora qualche tempo per dare un giudizio più esauriente sulla legge approvata dal Parlamento, anche perché gli uffici matricola delle carceri stanno predisponendo i carteggi per la Magistratura di Sorveglianza, e questo non è un lavoro semplice e rapido. Ci sarà chi, con effetto retroattivo, si vedrà abbonare i giorni di liberazione anticipata e, quindi, potrebbe fruire della detenzione domiciliare per gli ultimi 18 mesi di pena. Ma, ad oggi, i numeri sono assai contenuti. A Savona, ad esempio, ci risulta che a tutt’oggi nessuno è uscito dal carcere per effetto della nuova legge».

Martinelli sottolinea che «restano critiche e gravose le condizioni di lavoro dei poliziotti penitenziari, sotto organico di diverse centinaia di unità in Liguria. E anche l’ampliamento degli orari di apertura delle celle fino a 8 ore e più per una maggiore umanizzazione della pena non ha fatto venir meno gli eventi critici in carcere come aggressioni ed atti di autolesionismo. Questo perché, al superamento del concetto dello spazio di perimetrazione della cella e alla maggiore apertura per i detenuti, non si è associata la necessità che questi svolgano attività lavorativa».

Il SAPPE segnala infine che «la Casa di Reclusione di Chiavari sarà interessata da fine marzo, e per un anno circa, da interventi di ristrutturazione del Reparto detentivo che comporteranno la chiusura provvisoria del carcere e la conseguente movimentazione di tutti i detenuti in altre sedi penitenziarie. Se ne parlerà mercoledì 12 marzo, in un incontro già programmato al Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria di Genova anche per capire il futuro dei poliziotti penitenziari e degli impiegati oggi in servizio nel carcere del Tigullio».

grnet