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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 09/03/2014  -  stampato il 08/12/2016


Tentati suicidi e atti di autolesionismo nelle carceri liguri: la Polizia Penitenziaria chiede l’attenzione del governo

Liguria. “I numeri dovrebbero far capire con quali e quanti disagi operativi lavora la Polizia Penitenziaria in Liguria” dichiara Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del sindacato autonomo Polizia Penitenziaria Sappe.
Martinelli si riferisce ai dati registrati nelle sette carceri della Liguria durante il 2013. Nello specifico: un detenuto suicida, 37 tentati suicidi sventati dalla Polizia Penitenziaria, 374 atti di autolesionismo, 9 ferimenti e 107 colluttazioni.
Martinelli elenca anche 3 evasioni da permessi e semilibertà, 197 proteste singole di detenuti con sciopero della fame e della sete e una serie di proteste collettive per l’indulto e contro il sovraffollamento che ha visto coinvolti quasi 1.400 detenuti
in Liguria.


E’ San Remo il carcere con il più alto numero di tentati suicidi sventati dalla penitenziaria (12) e atti di autolesionismo (119), mentre l’unico suicidio in cella è avvenuto alla Spezia.
Martinelli auspica “che il guardasigilli Andrea Orlando, per altro ligure e da sempre sensibile sui temi delle carceri, adotti ogni utile provvedimento per rendere davvero rieducativa la pena attraverso il lavoro dei detenuti, anche perché riduce notevolmente la tensione di chi oggi sta in cella”.
I detenuti che lavorano in Liguria, tutti o quasi in servizi interni d’istituto e poche ore a settimana “sono – conclude Martinelli – una percentuale irrisoria: forse il 10% dei 1.600 detenuti presenti”.

ivg