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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/03/2014  -  stampato il 03/12/2016


Da ex randagi del canile a “poliziotti penitenziari” addestrati dal nucleo cinofili di Asti

Erano destinati ad una vita un po’ triste dietro le sbarre di un canile. E alla fine dietro le sbarre sono tornati, ma non più da reclusi.
Al termine di un percorso nel centro addestramento nazionale cinofili della Polizia Penitenziaria di Quarto, sei meticci sono diventati «agenti antidroga» dal fiuto infallibile in forza a strutture carcerarie di Lombardia, Campania e Puglia. Saranno utilizzati per le perquisizioni nelle celle e i controlli ai visitatori dei detenuti, ma anche per attività operative di ricerca narcotici in collaborazione con le altre forze dell’ordine. A gestire il training sono stati gli istruttori del centro di Quarto, l’unico del ministero della Giustizia a livello nazionale.
Grillo, Tigro, Peppe, Dick, Ehxen e Oscar, questi i nomi degli ex randagi, sono stati formati dall’assistente capo della Polizia Penitenziaria Angelo De Feo e dai suoi colleghi, che una decina d’anni fa hanno fondato la struttura di addestramento in un’ala del perimetro del carcere nella piana del Tanaro. All’inizio c’era la passione di alcuni agenti che volevano sfuggire alla routine del servizio nelle sezioni detentive. Ora c’è una scuola tra le più prestigiose: ogni anno giungono ad Asti poliziotti da carceri di tutta Italia. Ciascun allievo viene addestrato insieme a quello che sarà il «suo» cane. Una volta tornati ai reparti, le «coppie» hanno spesso ottenuto notevoli risultati nel contrasto allo spaccio di eroina, cocaina, hashish e marijuana. «La nostra metodologia di formazione dei cani alla ricerca di sostanze stupefacenti è considerata tra quelle più innovative a tutt’oggi conosciute a livello internazionale – racconta De Feo – Abbiamo fatto esperimenti con la cosiddetta tecnica “gentile”, basata sul metodo cognitivo, ha dato ottimi frutti e abbiamo deciso di impiegarla stabilmente».
Oltre alle giornate di preparazione all’interno della struttura carceraria, i cuccioli nella fase addestrativa sono stati accompagnati con i futuri «conduttori» a svolgere «stage» su strada. Ad alcuni astigiani sarà capitato nei mesi scorsi di essere «annusati» alla stazione ferroviaria o nelle vie del centro dai giocosi meticci tenuti saldamente al guinzaglio da giovani uomini e donne in abiti civili: si trattava dei conduttori e degli istruttori guidati dall’ispettore Giorgio Satta. «Siamo riusciti in due obiettivi, per noi entrambi fondamentali: dare a questi randagi una vita diversa, probabilmente più divertente, ed avere sei cani-poliziotto molto validi a costo zero per la pubblica amministrazione, senza dover comprare i cuccioli negli allevamenti» sottolineano gli istruttori di Quarto.

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