www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 19/03/2014  -  stampato il 04/12/2016


Lo "svuota carceri" migliorerÓ la situazione degli istituti penitenziari?

A circa un mese dalla conversione in legge del decreto del Governo a firma del ministro della giustizia dell’esecutivo precedente Anna Maria Cancellieri, ci si chiede quale possa essere la sua reale utilità per fare fronte alla situazione delle carceri in Italia.

Questo decreto diventato legge dello Stato, eviterà all'Italia le sanzioni che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha minacciato di comminare al Paese, se entro maggio i metri quadrati a disposizione dei singoli detenuti dovessero essere inferiori ai quattro.

Secondo gli esperti del settore le questioni e gli inconvenienti legati alle carceri sono soprattutto altri, e andrebbero risolti con riforme molto più incisive e strutturali. L’abuso della detenzione e della custodia cautelare in primo luogo, senza dimenticare la difficoltà di reinserimento dei detenuti nella società, con risorse sempre minori e più pesanti in relazione a mantenimento, assistenza, rieducazione e trasporto degli stessi.

I principali cambiamenti introdotti con il provvedimento legislativo si riferiscono alle seguenti misure:

I braccialetti elettronici. Gli strumenti elettronici di controllo rappresenterano una regola e non più un’eccezione. Il giudice nel disporre la detenzione domiciliare li dovrà adottare sempre, non come prima se necessari, a meno che valutato il caso concreto non ne escluda la necessità. Si rovescia l'onere della motivazione, con l'obiettivo di assicurare un controllo più costante e capillare senza ulteriore aggravio per le forze di polizia.

Il Piccolo spaccio. L'attenuante di lieve entità nel delitto di detenzione e cessione illecita di stupefacenti diventa reato autonomo. In altre parole, per il piccolo spaccio non più bilanciamento delle circostanze, con il rischio, come in precedenza, che l'equivalenza con le aggravanti come la recidiva porti a pene sproporzionate. Viene anche meno il divieto di disporre per più di due volte l'affidamento terapeutico al servizio sociale dei condannati tossico/alcool dipendenti. Ai minorenni tossicodipendenti accusati di piccolo spaccio sono applicabili le misure cautelari con invio in comunità.

L’Affidamento in prova ai servizi sociali. Aumenta, arrivando sino a quattro anni il limite di pena, anche residua, che consente l'affidamento in prova ai servizi sociali, ma su presupposti più gravosi, come il periodo di osservazione in istituto, rispetto all'ipotesi ordinaria si resta sui tre anni. Si rafforzano i poteri d'urgenza del magistrato di sorveglianza.

Questo in sintesi il tenore della legge. Il tempo dirà se sarà efficace.

tiscali