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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/03/2014  -  stampato il 11/12/2016


Tir rapinato con complice poliziotto penitenziario: ecco i dettagli della rapina

Ieri sera i Carabinieri della Stazione di Niscemi, in esecuzione dell’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Caltagirone al termine di un attività di indagine dirette dal sostituto procuratore Antonia Sartori e coordinate dal procuratore Francesco Puleio della Procura di Caltagirone, hanno tratto in arresto un autotrasportatore di 40 anni, residente a Piazza Armerina e un agente della Polizia Penitenziaria 30enne in servizio a Milano, ma residente a Niscemi.

Le indagini sono state avviate all’indomani di una rapina a mano armata perpetrata il 16 febbraio scorso sulla SS 417, all’altezza della zona industriale di Caltagirone, quando un individuo armato di fucile e con il volto travisato, ha bloccato e sequestrato un autotreno con dentro uno degli occupanti dove si e’ poi fatto consegnare dall’autista una busta sigillata custodita sull’autoarticolato e 700 euro in contanti per poi fuggire a piedi nelle campagne circostanti.

Molti i punti oscuri della vicenda, denunciati in particolare da una delle due vittime, in particolare sebbene armato di fucile, un uomo potesse arrestare la marcia di un tir lanciato su una strada statale, maggiori perplessità sarebbero sorti in relazione alla dinamica della rapina: oggetto dell’attenzione del rapinatore infatti, oltre a 700 euro in contanti, una busta consegnata agli autotrasportatori a Latina, nel Lazio, il cui contenuto non sarebbe dovuto essere noto nemmeno agli stessi autotrasportatori.

L’attivita’ di indagine avviate nell’immediatezza avrebbero portato ad accertare come la busta contenesse circa 28 mila euro in contanti e 15 mila euro in assegni. Sviluppati tali elementi preliminarmente acquisiti, l’attenzione degli inquirenti si e’ concentrata presto proprio su uno degli autotrasportatori, e dal discreto ma incessante censimento degli spostamenti e delle relazioni di quest’ultimo, sul cognato della Polizia Penitenziaria.

In meno di due settimane gli esiti investigativi raccolti dai Carabinieri di Niscemi avrebbero consentito una precisa ricostruzione dei fatti, pienamente condivisa dalla Procura Calatina: Secondo la ricostruzione degli inqurenti, il camion, dopo aver raccolto la preziosa busta a Latina, avrebbe fatto ritorno in Sicilia con alla guida il presunto complice, che evidentemente secondo l’accusa, ben conosceva il contenuto del plico. Arrivato alla zona industriale di Caltagirone, l’autotreno si sarebbe fermato per far salire a bordo il rapinatore travisato e armato di fucile, secondo l’accusa la guardia penitenziaria.

A questo punto il rapinatore, fingendosi violento con entrambi gli occupanti del mezzo, inspiegabilmente ne ha fatto scendere solo uno, l’unica vera vittima dell’episodio, un 28 enne niscemese, proseguendo inspiegabilmente la marcia con solo Salvaggio. Pochi chilometri più avanti ed una manciata di minuti, l’autista del mezzo pesante e’ ritornato indietro con il camion per prelevare il collega, ma del rapinatore e della busta nessuna traccia.

Tutti gli elementi raccolti ed evidenziati da Procura della Repubblica e dai militari dell’Arma ha consentito l’emissione dell’ordinanza, in esecuzione alla quale i due, nella serata di ieri, sono stati tratti in arresto e tradotti presso la Casa Circondariale di Caltagirone.

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