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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/03/2014  -  stampato il 08/12/2016


Reparti antisommossa della Guardia di Finanza: le prime "vittime" dei tagli alla spesa pubblica?

Tic-tac, tic-tac. La scure dei tagli si sta per abbattere sulle forze di polizia. La domanda che circola in queste ore tra i cinque corpi nazionali è: chi sarà colpito per primo? Oggi i “nominati” sono i Baschi Verdi della Guardia di Finanza, i reparti antiterrorismo pronto impiego (Atpi) che si occupano delle “operazioni speciali” delle Fiamme Gialle. A tirarli in ballo è stato direttamente Carlo Cottarelli, commissario incaricato per la revisione della spesa, che durante l’audizione di oggi al Senato li ha citati come esempio della necessità di riorganizzare le forze di polizia. “Perché la Guardia di Finanza deve avere un reparto antisommossa, visto che è una polizia finanziaria? […] Questi – ha aggiunto – sono i casi in cui intervenire”.

Domanda retorica, insomma, che lascia presagire un’intenzione ben precisa: sopprimere – o accorpare, nella più soft delle soluzioni – i reparti Atpi. La Guardia di Finanza preferisce non commentare l’uscita del commissario – “non facciamo valutazioni politiche”, è la posizione ufficiale – ma non è difficile fiutare il malumore di un corpo militare che proprio nei Baschi Verdi ha sempre visto uno dei suoi fiori all’occhiello. Come spiega il capitano Jacopo Allera, comandante del nucleo operativo dei Baschi Verdi di Venezia, in questa intervista al periodico di geopolitica e sicurezza Atlas Orbis. “Dopo l’attentato alle Torri Gemelle, la nostra attività operativa ha visto crescere l’attenzione verso gli obiettivi cosiddetti ‘sensibili’. Di conseguenza il ruolo della componente Atpi è diventato sempre più importante, in quanto la tipologia di servizi prerogativa di tale personale specializzato ha registrato una crescita importante”.

Il pressing dei sindacati di polizia, sostenuti in questo da Forza Italia, non ha tardato a farsi sentire. “Dal commissario Cottarelli in Commissione Bilancio al Senato sono arrivate conferme gravi”, scrivono in una nota i senatori di Fi Anna Cinzia Bonfrisco, Maurizio Gasparri e Lucio Malan. “Si pensa alla chiusura di uffici, commissariati, stazioni e caserme delle forze di polizia. Si ipotizza anche la soppressione di interi reparti della Guardia di Finanza, con riferimento all'ordine pubblico. Urge una sconfessione da parte del governo e diventa urgentissima la convocazione del ministro dell'Interno nella Commissione Affari Costituzionali del Senato". E ancora: “Il responsabile della riduzione di spesa - sottolineano - dovrebbe concentrare la sua attenzione sugli sprechi. Invece apre la strada allo smantellamento delle strutture indispensabili per la sicurezza, già indebolite da tagli di risorse e di organici. È un percorso inaccettabile che contrasteremo in Parlamento e sul territorio".

Questa volta, però, il tempo stringe e il governo ha un disperato bisogno di soldi. L'Antiterrorismo pronto impiego è stato fondato negli anni Ottanta durante gli anni di piombo, quando il Paese era ostaggio del terrorismo e della strategia della tensione. La criticità del momento storico motivò il pesante armamento di cui è normalmente dotata una squadra di Baschi Verdi: una pistola d'ordinanza a testa, una mitragliatrice, due fucili d'assalto e un fucile a pompa/semi-automatico. Ma oggi – è il quesito sollevato da Cottarelli – che senso ha per un corpo di polizia finanziaria avere un reparto antisommossa?

L'ipotesi di colpire singoli reparti non piace ai sindacati di polizia, che preferirebbero una riforma strutturale in grado di sanare le anomalie ataviche delle forze di sicurezza in Italia. "Colpire i Baschi Verdi o singoli reparti non è la soluzione", spiega ad HuffPost Gianni Tonelli, presidente del Sindacato Autonomo di Polizia. "Non abbiamo bisogno di tagli a casaccio, ma di una riorganizzazione coraggiosa che metta fine a un'anomalia tutta italiana: quella di avere sette corpi di polizia, cinque nazionali e due regionali. Tagli come quello annunciato oggi da Cottarelli non risolvono il problema, ma servono solo a mantenere invariate le gerarchie attuali, dando l'illusione di cambiare qualcosa. Bisogna avere il coraggio (e mi rivolgo direttamente al presidente del Consiglio Renzi) di fare delle scelte razionali. Le soluzioni di cui si è parlato finora (sopprimere singoli reparti, eliminare presidi a caso) consentono alle gerarchie interne di sopravvivere e mantenere i propri privilegi. Il tutto a discapito della sicurezza dei cittadini".

huffingtonpost.it

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