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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 25/03/2014  -  stampato il 09/12/2016


Poliziotto penitenziario ucciso da una donna sotto alcol e psicofarmaci contromano con un Suv

Due figli piccoli, una moglie, un’edicola ben avviata in piazzale Loreto, una casa a Opera, alle porte di Milano. Eccola tutta qui la vita di Domenico Menna, 43 anni, Poliziotto penitenziario in servizio nel carcere di Milano Opera, ucciso alle 2 della notte fra martedì e mercoledì da un suv lanciato contromano e a fari spenti in viale Rubicone. La donna al volante della grossa Bmw modello X1 (S.V. le iniziali) è stata arrestata dal pubblico ministero Laura Pedio: guidava sotto l’effetto di alcol e psicofarmaci, con la patente sospesa fino al 14 novembre perché nel giugno scorso non aveva prestato soccorso in un incidente con feriti.

Martedì notte, prima di schiantarsi contro la Citroen Berlingo guidata da Menna, aveva percorso vari chilometri sempre contromano lungo la Milano-Meda. Nello scontro frontale, è rimasto ferito anche l’amico di Domenico, peruviano di 41 anni, ricoverato in condizioni gravissime al San Raffaele. Menna, che abitava a Opera da molti anni, aveva iniziato la sua carriera come agente di Polizia Penitenziaria. E in questa veste aveva conosciuto la moglie, infermiera nel reparto clinico del carcere di Opera. Una bella famiglia, due bimbi ancora da crescere: 7 e 11 anni appena. Rimasti senza papà per un tragico, assurdo incidente.

Al dolore dei familiari si stringe il sindaco di Opera, Ettore Fusco: «Voglio esprimere anche a nome della comunità le più sentite condoglianze alla moglie e ai bambini — commenta —. Prego il Signore che si trovi un modo per porre fine a queste tragedie e invito i conoscenti della famiglia a star loro vicino offrendo tutto il proprio affetto». Sconvolti anche gli ex colleghi della Polizia Penitenziaria. Per loro parla Franco Di Dio, segretario regionale del Sappe (sindacato autonomi di Polizia Penitenziaria): «Piangiamo un amico che ha perso la vita in una assurda tragedia. Siamo vicini alla moglie di Domenico e ai due piccoli».