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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/03/2014  -  stampato il 07/12/2016


Quattro anni di reclusione per il cappellano di San Vittore che molestava sessualmente i detenuti

E' stato condannato a anni di reclusione don Alberto Barin, l'ex cappellano del carcere milanese di San Vittore che era accusato di violenza sessuale su detenuti. I pm avevano chiesto una condanna a 14 anni e otto mesi per 12 casi di abusi, ma il gup ha qualificato alcuni casi come di lieve entità e in altri ha riconosciuto il consenso indotto. In particolare, al termine del processo con rito abbreviato, il giudice Luigi Gargiulo ha condannato don Barin, difeso dall'avvocato Mario Zanchetti, per un totale di otto casi sui 12 contestati dalla Procura, ma ha riqualificato i fatti.

Il gup ha riqualificato quattro casi come fatti di lieve entità, ossia toccamenti, e per altri quattro casi ha riqualificato il reato di violenza sessuale nella formula della vecchia concussione sessuale: il religioso avrebbe indotto i detenuti ad avere rapporti sessuali con lui. Il procuratore aggiunto Pietro Forno e i pm Daniele Cento e Lucia Minutella avevano chiesto la condanna per violenza sessuale aggravata nei confronti di 12 detenuti, tutti uomini di origine nordafricana, di età compresa fra i 23 e i 43 anni, per episodi di presunti abusi avvenuti fra il 2008 e il 2012.

Don Barin era stato arrestato il 20 novembre 2012, perchè, secondo i pm, avrebbe fatto leva sullo stato di bisogno dei detenuti e avrebbe fatto avere loro sigarette, saponette, spazzolini e altri piccoli beni in cambio di favori sessuali. I presunti abusi sarebbero proseguiti anche fuori dal carcere, sempre secondo l'accusa, quando il religioso invitava a casa i detenuti scarcerati. Per don Barin il gip Enrico Manzi aveva disposto gli arresti domiciliari, dopo alcuni mesi, e il religioso era passato dal carcere in un convento.

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