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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/04/2014  -  stampato il 06/12/2016


«Immigrati, no al centro di accoglienza nella scuola di Polizia Penitenziaria»

MONASTIR Un nuovo centro per l'accoglienza degli extracomunitari in Sardegna? A Monastir, nella scuola di Polizia Penitenziaria. È solo una delle ipotesi sul tavolo. Per questo il prefetto di Cagliari Alessio Giuffrida ha effettuato un sopralluogo nella struttura. Un trasloco che è stato comunque bocciato dalle forze sindacali pronte a dare battaglia sul progetto.
«Come personale di Polizia Penitenziaria – si legge nel comunicato - esprimiamo il nostro più grande dissenso verso l'iniziativa per diversi motivi».
Ecco allora le cause che provocano la contestazione. «Nella scuola di formazione di Monastir, ancora in atto, tutto il personale della Polizia Penitenziaria dell'isola e quello dell'intero comparto ministeriale svolge corsi di aggiornamento e convegni. Una eventuale soppressione della struttura rappresenterebbe per tutto il personale un grave disagio». Ma non basta. «Nella scuola, l'amministrazione ha realizzato, anche in tempi recenti e con notevole impegno economico, nuove strutture: dalle aule didattiche ad una sala mensa per circa 300 posti sino ad un capiente autoparco». Risultato: «Un diverso uso della struttura renderebbe vano lo sforzo economico profuso dall'amministrazione così come nessun altra struttura della Regione sarebbe in grado di garantire al personale un simile servizio. Nella struttura è presente l'unico poligono a cielo chiuso perfettamente efficiente e operativo in Sardegna, con attività di addestramento al tiro per l'idoneità all’uso delle armi di tutto il personale di Polizia Penitenziaria». C'è anche un altro tasto. «La struttura, così come da precedenti comunicazioni dell’Amministrazione, è stata individuata come sede necessaria a fornire supporto logistico per l'apertura del nuovo istituto penitenziario di Uta. Si segnala la presenza nel territorio cagliaritano di numerose strutture militari dismesse, vi sono altresì strutture di pertinenza del ministero degli Interni, come la Scuola di Abbasanta. Strutture più idonee ad ospitare il centro di accoglienza. Si auspica dunque che l'Amministrazione non ceda la struttura, anzi si chiede che quest'ultima venga ulteriormente valorizzata, anche attraverso un più razionale impiego, ma sempre per le finalità cui è preposta e per le numerose ed impellenti esigenze del settore penitenziario».

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