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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/04/2014  -  stampato il 03/12/2016


Lamezia: Consiglio comunale su chiusura carcere, Sindaco dą disponibilitą terreno per nuova costruzione

Lamezia Terme – Ad una settimana dal cosiddetto “blitz” alla casa circondariale di Lamezia, la questione della sua possibile e ora quanto mai papabile chiusura arriva in Consiglio Comunale, ed è in primis il sindaco Gianni Speranza a prendere la parola per riferire su ciò che è successo dal 28 marzo in poi. Il Sindaco ha ricordato che proprio giovedì scorso c’è stata l’inaugurazione dello sportello lavoro alla quale anche lui ha presenziato e l’azione di trasferimento e quindi di chiusura del giorno dopo è “inspiegabile proprio per come è avvenuta soprattutto se non ci sono ragioni concrete”. Ieri l’incontro con il sottosegretario di Stato per la Giustizia, Cosimo Maria Ferri, al quale, come aveva già fatto al provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria, Salvatore Acerra, il primo cittadino ha ribadito la volontà di “scongiurare ogni ipotesi di chiusura se contestualmente non è formalizzata la decisione di recuperare la struttura per destinarla al Provveditorato Regionale e a base logistica della Polizia Penitenziaria”.
Per Speranza “Lamezia non può essere privata di tutto e soprattutto non può rimanere senza un presidio del genere ed una presenza dell’Amministrazione Penitenziaria. Seppur senza una specifica previsione nel Piano Carceri Nazionali – ha aggiunto il Sindaco – l’Amministrazione ha individuato un sito, in località Bagni, dove è possibile realizzare un nuovo Istituto se ce ne sarà data la possibilità”. Una nota polemica poi viene rivolta dal primo cittadino rispetto alle dichiarazioni rilasciate a Palazzo dei Nobili nel consiglio comunale catanzarese, spiegando che “non si è mai deciso di investire realmente su Lamezia preferendo altre zone”, lamentando, quindi, la scarsa attenzione nei confronti della città della piana. Ed anche il presidente del consiglio comunale lametino, Francesco Muraca, concorda e spiega che si sarebbe aspettato da parte di Catanzaro “un intervento di solidarietà e a difesa del territorio piuttosto che determinate esternazioni”. A parte la polemica con Catanzaro, Speranza è un sindaco che si definisce di stato d’animo “preoccupato e d’allerta perché – spiega – non so quello che potrebbe avvenire e quali interessi potrebbero muoversi dietro. Per questo – conclude invitiamo ad una mobilitazione democratica e intelligente”.

Tra i consiglieri presenti stesse preoccupazioni e la stessa volontà di muoversi compatti per scongiurare la probabile chiusura che, di fatto, aspetta solo la firma sul decreto per essere definitiva. La convinzione generale, tra i consiglieri, è quella che per questa chiusura, che loro definiscono “improvvisa” e un vero e proprio “scippo” alla città, ci siano questioni legate ai tagli della spending review o piuttosto a determinate scelte politiche che, negli anni, abbiano potuto influire negativamente sulla città. A questo si unisce poi la preoccupazione, da parte di molti, che la chiusura della casa circondariale sia l’anticamera di quella del Palazzo di Giustizia lametino. All’ordine del giorno sulla questione, presentato dai consiglieri del Terzo Polo Francesco Grandinetti e Mario Benincasa e che sostanzialmente chiede che il consiglio “richieda al Ministero della Giustizia il trasferimento del Provveditorato Regionale Penitenziario da ubicare presso il carcere lametino nella malaugurata ipotesi di conferma della chiusura o in altro immobile qualora venga scongiurata la chiusura dello stesso”, ne segue un secondo presentato congiuntamente da tutti i capigruppo presenti e successivamente approvato all’unanimità dal civico consesso. Nel documento si esprime a chiare lettere la volontà di opporsi alla chiusura del carcere lametino, perché “ha tutti i presupposti del mantenimento che altri carceri non hanno”, garantendo la disponibilità a cedere gratuitamente un terreno sul quale costruire una nuova struttura; si chiede l’impegno del Sindaco affinché “richieda al Ministro della Giustizia di non firmare il decreto di soppressione del carcere e di sollecitare i parlamentari ad impegnarsi a questo fine e affinché richieda anche il trasferimento del Provveditorato Regionale Penitenziario a Lamezia”.
A margine della discussione dei consiglieri, ha preso la parola Francesco Ciccone, della segreteria regionale del Sappe, che ha ribadito, come rappresentante sindacale, la sua condanna alla chiusura della struttura lametina e la richiesta di chiuderlo solo per aprire una nuova struttura, perché “siamo a tutela del personale e della città di Lamezia Terme”. “l’unico atto – spiega il rappresentante sindacale – che potrebbe salvarlo è il non firmare il decreto di soppressione. Per questo – conclude – chiediamo alla politica di fare le cose corrette e sostenere con forza la non soppressione del carcere”.

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