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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/04/2014  -  stampato il 07/12/2016


Troppe effusioni con la fidanzata durante il colloquio, detenuto assolto

 SASSARI. Gli abbracci e le carezze duravano un po’ troppo tempo. Certo, è normale che i detenuti non vedano l’ora che arrivi il momento dei colloqui, di ritrovarsi con i propri familiari e soprattutto con le proprie fidanzate. Ma quelle effusioni prolungate stavano diventando imbarazzanti e quella coppia attirava l’attenzione di tutti. Così alla fine l'agente di Polizia Penitenziaria si è avvicinato ai due e li ha invitati a mantenere un comportamento più morigerato. La risposta non è stata delle più garbate. Prima la versione in sassarese: «Cosa c...u boi. Ca ti gunnosci». E poi la traduzione in italiano, a scanso di equivoci: «Cosa c...o vuoi da me. e non era certo una frase sussurrata all’orecchio.
Così un ispettore, visto che le cose stavano per mettersi male, si è deciso ad intervenire. Valter Mura infatti, affronta a muso duro l'agente, e si tranquillizza solo con la mediazione dell'ispettore. E spiega anche il suo comportamento e la sua reazione. In pratica quell’abbraccio e quelle carezze non erano vere e proprie effusioni, ma dei gesti consolatori. Infatti la findanzata aveva avuto dei grossissimi problemi, era molto triste e giù di morale, e lui stava solo cercando di tirarla su. Ecco perché l’intromissione l'agente gli era sembrata così inopportuna e lui aveva reagito in maniera così istintiva e brusca.
Ma nonostante le scuse, il provvedimento disciplinare scatta lo stesso, e anche la querela per minacce a pubblico ufficiale e ingiurie. Ieri mattina, difeso dall’avvocato Elias Vacca, l’ex detenuto Valter Mura si è presentato in aula davanti al giudice. E’ stata sentita anche l'agente, che nel frattempo aveva già messo una pietra sopra l’episodio. E anche il pm ha chiesto l’assoluzione per il carcerato affettuoso.

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