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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/04/2014  -  stampato il 06/12/2016


Furgone della Polizia Penitenziaria fermo in galleria, distrutto da un tir: tragedia sfiorata

 

Tragedia sfiorata ieri mattina a Firenze sull’autostrada A1, all’altezza della galleria Pozzolatico. “Un mezzo della Polizia Penitenziaria adibito al trasporto di personale si è improvvisamente fermato per un guasto in un tratto di galleria senza corsia di emergenza”, denuncia Donato CAPECE, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. “L’autista e il capo macchina, entrambi appartenenti alla Polizia Penitenziaria, si sono immediatamente attivati, con paletta e giubbetti rifrangenti, per segnalare che il mezzo era in panne e per far scendere tutte le persone che erano a bordo. Un Tir non ha però visto il mezzo fermo e gli si è scagliato contro: una tragedia sfiorata davvero, se si pensa che fino a pochi istanti prima tutte le persone erano sul furgone del Corpo”.

Furgone incidentato Polizia Penitenziaria

Capece torna a sollecitare una urgente ed immeediata verifica dell’affidabilità dei mezzi in uso alla Polizia Penitenziaria “visto che quello di Firenze non è il primo caso che vede coinvolto un mezzo dei Baschi Azzurri mentre è in corso l’espletamento di un servizio istituzionale, come ad esempio il trasporto di detenuti”. E attacca l’Amministrazione penitenziaria sulle determinazioni assunte verso il parco automezzi del Corpo di Polizia in relazione alla revisione della spesa: “E’ grave che siano state messe in vendita autovetture della Polizia Penitenziaria che potevano, in gran parte, essere riutilizzate per gli effettivi servizi istituzionali anziché essere svendute per una ambigua operazione di facciata.

Altro eloquente dato è riscontrabile nel fatto che tra le auto poste in vendita dal Ministero della Giustizia nessuna sembra provenire dal Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, che continua a mantenerle tutte in servizio. Questa operazione di “pulizia” potrebbe preconfigurare un probabile nuovo grande acquisto di vetture che per motivi di facciata saranno “per servizi di polizia”, che la norma tutela, ma che di fatto potrebbero essere, ancora una volta, dirottate ad uso e consumo dei dirigenti penitenziari. E il grave è che le tragedie pur solo sfiorate come quelle di Firenze sembrano non insegnare nulla ai burocrati ed alla nomenclatura dell’Amministrazione penitenziaria, che si fa scarrozzare in lungo e in largo con le auto blu…”.

La farsa della vendita delle auto blu del Dap