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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 11/04/2014  -  stampato il 06/12/2016


Braccialetto elettronico: autorizzati anche a Catania per i detenuti ai domiciliari

Anche a Catania, così come avviene già in altre parti d'Italia, i detenuti agli arresti domiciliari potrano essere controllati a distanza. Ne ha ufficialmente dato notizia ieri mattina il presidente dell'ufficio del Gip di Catania, Nunzio Sarpietro, il quale ha diramato il provvedimento che rende pienamente operativa l'applicazione della misura degli arresti domiciliari con il controllo elettronico, ovvero il cosiddetto braccialetto elettronico.

Il presidente Sarpietro, nell'occasione, ha voluto dare «atto dell'orientamento di politica di contrasto al crimine del legislatore, che è indirizzata all'utilizzo del carcere come extrema ratio, dando, dove possibile, la preferenza agli arresti domiciliari, che potrebbero diventare la misura cautelare da preferire in prima battuta dai giudici, risultando, invece, quasi subordinata l'applicazione della misura del carcere».

Con questo tipo di misura, è evidente, dovrebbero lasciare gli istituti di detenzione tantissimi indagati o imputati per reati di vario genere, decongestionando, di fatto, le strutture carcerarie. Una situazione che andrebbe ad incidere sull'affollamento delle carceri, rendendo le condizioni di detenzione più dignitose (si è detto tante volte di celle che ospitano più detenuti di quelli che potrebbero), ma che pure, diciamolo chiaramente, garantirebbe allo Stato un certo risparmio. Basti pensare alla questione pasti da fornire a chi si ritrova ristretto in carcere.

Non è tutto, in ogni caso. Perché stando a sommarie stime il braccialetto elettronico, a regime, dovrebbe comportare un risparmio di 60-70 milioni di euro l'anno, facendo anche diminuire il numero di rappresentanti delle forze dell'ordine utilizzati per questo genere di controlli e che potrebbero essere utilizzati, di contro, in altre e forse più importanti attività investigative.

Lasicilia