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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 11/04/2014  -  stampato il 07/12/2016


Trasferimento 250 boss mafiosi: il DAP risponde alle richieste di chiarimento da parte del Ministro Orlando

"Nel caso di Provenzano, e di altri detenuti in età avanzata, le ragioni della movimentazione hanno riguardato anche la necessità di allocare tali soggetti in Istituti dotati di centri clinici particolarmente attrezzati e siti in territori dello stato dove l'offerta sanitaria è notoriamente migliore". E' quanto scritto dal Dap nella risposta alla richiesta di chiarimenti del ministro della Giustizia Andrea Orlando sul trasferimento del capo di Cosa Nostra Bernardo Provenzano da Parma a Milano.

Bernardo Provenzano è stato trasferito il 6 aprile dall'Ospedale Civile di Parma dov'era ricoverato dal giugno del 2013, presso l'istituto penitenziario di Milano Opera: "il trasferimento - scrive il Dap - è parte di una più generale movimentazione disposta da questa Direzione Generale che ha riguardato circa 250 detenuti, ristretti in regime di 41 bis e reclusi nel medesimo penitenziario da oltre cinque anni".

Bernardo Provenzano "è costantemente monitorato e le sue condizioni di salute sono stazionarie", scrive il direttore generale dei detenuti e del trattamento, in una lettera con cui fornisce delucidazioni al Guardasigilli Andrea Orlando sul trasferimento di Provenzano da Parma a Milano. Il Dap assicura che informerà il gabinetto del ministro "di ogni eventuale mutamento delle condizioni" del boss.

IL RICOVERO - Ieri il boss di Cosa Nostra Bernardo Provenzano è stato ricoverato all'ospedale San Paolo di Milano. Provenzano, 81 anni, affetto da patologie neurologiche, è detenuto in regime di 41 bis. Nei giorni precedenti era stato trasferito dal carcere di Parma, a quello di Opera, nell'Hinterland di Milano.

LA RICHIESTA DI CHIARIMENTO - Su questo trasferimento il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha chiesto delucidazioni al Dipartimento di amministrazione penitenziaria. Il ministro intende approfondire se lo spostamento sia legato ad esigenze di sicurezza o ad una modifica delle condizioni di salute del boss.

Il 27 marzo scorso il Guardasigilli aveva prorogato il regime di 41 bis per Provenzano ritenendo che sussistessero ancora dei rischi di "diramazioni di direttive criminose all'esterno del circuito penitenziario" e risultando ancora "conclamata oggettivamente la pericolosita'" del boss mafioso.

La scorsa settimana, poi, la Cassazione aveva respinto il ricorso dei legali del capomafia, Rosalba Di Gregorio e Francesco Masarà, che avevano chiesto la sospensione della pena per il boss sostenendo che le sue condizioni di salute non erano compatibili con il carcere.

ilgiorno.it

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