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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/04/2014  -  stampato il 05/12/2016


Statistiche carceri, comunicato del DAP: nessuna intenzione di censurare i dati

Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria intende chiarire il significato della lettera inviata lo scorso 25 marzo ai direttori degli istituti penitenziari, con la quale ha ritenuto opportuno fornire indicazioni sulla necessità di indirizzare al Dipartimento le richieste di dati e informazioni che l’Associazione Antigone rileva nell’ambito della ricerca che annualmente i referenti di tale Associazione svolgono nelle carceri italiane, su autorizzazione dello stesso DAP.

E’ fuori di discussione che la nota non ha alcun intento censorio nei confronti dell’attività di ricerca svolta da Antigone che, come per gli scorsi anni, è stata autorizzata a visitare tutte le carceri italiane e ad accedere in tutti gli spazi detentivi, ad eccezione dei reparti che ospitano in detenuti in regime di 41bis e collaboratori di giustizia, con l’utilizzo di video fotocamere per documentare l’attività di ricerca, ma tende solo a centralizzare la diffusione dei dati relativi alle presenze detenuti, ai posti regolamentari e a quelli effettivi, costantemente monitorati dal DAP tramite l’utilizzo di un sistema informatizzato, in grado di “fotografare” quotidianamente la situazione reale.

Ciò all’unico scopo di evitare la diffusione di dati parziali o non corretti, raccolti in tempi diversi e non soggetti alla doverosa verifica degli uffici preposti, attesa la rilevanza che essi rivestono in relazione all’azione di miglioramento delle condizioni detentive messe in atto dal Dipartimento anche mediante la ristrutturazione di intere sezioni.

Le reazioni e le dichiarazioni a mezzo stampa sulla mancanza di trasparenza dell’Amministrazione Penitenziaria, o su di una sua presunta volontà di edulcorare i dati, appaiono smentite dai fatti, se è vero, come è vero, che l’accesso nelle carceri è ampiamente sostenuto dall’Amministrazione, come dimostrano le migliaia di autorizzazioni rilasciate a organi dell’informazione, ad associazioni pubbliche e private, alle organizzazioni sindacali, ai rappresentanti della società civile, a scolaresche e, finanche, a singoli cittadini. Azione accompagnata dalla messa a disposizione di dati statistici e amministrativi utilizzati in svariate situazioni.

L’Amministrazione Penitenziaria ribadisce che questa politica di apertura non va intesa, come è ovvio, quale “gentile” concessione, bensì come ferma convinzione che un’amministrazione pubblica debba rendere conto del suo operato ed essere sottoposta, a maggior ragione per le carceri, al controllo costante da parte dell’opinione pubblica. Inoltre, si ritiene che solo sviluppando il rapporto con il mondo esterno si agevoli quel processo di umanizzazione dei luoghi di detenzione che, in ossequio all’art. 27 della Costituzione, l’Amministrazione Penitenziaria ha intrapreso, ben prima che arrivassero le censure della Corte di Strasburgo.

Comunicato stampa DAP

 

Il DAP avverte i Provveditorati: non dovete fornire dati e informazioni sulle carceri