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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 17/04/2014  -  stampato il 03/12/2016


Fulmine sul carcere di Sulmona: blackout e blocco della fornitura d'acqua per ore

Un fulmine è caduto sul carcere di via Lamaccio e per la seconda volta, in pochi giorni, è mancata l'acqua nel penitenziario ovidiano e per diverse ore. Colpa del temporale e dell'impressionante scarica elettrica lanciata sulla struttura, fortunatamente non ci sono feriti.

La saetta ha mandato in tilt la centralina elettrica della casa di reclusione, ma il sistema di emergenza ha funzionato. Scroscio incessante e abbondante di pioggia pomeridiana, il lampo è caduto violento appena dopo le 16 di ieri e, solo grazie all'immediato intervento dei tecnici, il sistema elettrico è stato riportato all'efficienza, ripristinato dopo diverse ore di lavoro.

Scongiurata così anche l'eventualità di rimanere ancora senz'acqua calda, episodio che qualche giorno fa ha costretto a docce fredde l'intera popolazione carceraria, mandando in crisi circa 500 detenuti e costringendo a lavarsi con acqua gelida anche il personale che alloggia nei locali del penitenziario. Acqua fredda per 4 giorni perché mancava la soluzione salina da immettere nelle condotte per sterilizzarle e liberarle dal calcare. Niente malumori in circolo, ma l'aria poteva diventare davvero irrespirabile se non si agiva prontamente, equilibri precari che poco giovano ad un penitenziario di alta sicurezza e agli agenti di Polizia Penitenziaria, in vertenza perché sotto organico.

Resta la preoccupazione sui fondi per la manutenzione ordinaria e straordinaria dell'istituto di detenzione peligno, troppo pochi. Sono stati stanziati solo 150mila euro per la manutenzione ordinaria di tutti gli istituti di pena abruzzesi, briciole a confronto del lavoro che si deve garantire per evitare danni gravi agli impianti dei penitenziari. Troppo pochi 150mila euro per risolvere le anomalie strutturali delle carceri abruzzesi, insufficienti se si pensa alle carceri colabrodo e alle crepe degli istituti di pena, quello ovidiano non è da meno, nonostante la struttura sia quasi nuova. L'auspicio è di vedere nell'agenda governativa un impegno concreto per la ristrutturazione e la costante manutenzione delle carceri italiane. Per non ritrovarsi piegati da una situazione che, da un momento all'altro, potrebbe collassare.

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