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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/04/2014  -  stampato il 05/12/2016


Scava un buco nel muro della cella: ad Ancona detenuto voleva scappare dalle fogne

Detenuto tenta di evadere da Montacuto, uno dei due carceri di Ancona, in perfetto stile hollywoodiano. Un'impresa da film già riuscita una volta a tre tunisini che, nei primi anni 80, scavarono le pareti della cella con cucchiai e coltellini, facendo scoppiare l'inchiesta sui carceri d'oro che portò ad arresti e condanne. Per Gennaro Giuffrida, 32enne brindisino trasferito ad Ancona da un'altra struttura di detenzione, è finita male. L'uomo è stato condannato ieri in Tribunale a un anno e due mesi di detenzione.

Il giudice Paolo Giombetti ha aumentato i nove mesi di pena richiesti dal pubblico ministero. Vicenda mai trapelata dalle pareti del penitenziario dorico. Il 20 agosto del 2011 le guardie carcerarie di Montacuto stavano eseguendo la verifica dei muri e delle inferriate delle celle. Uno dei tanti giri perlustrativi di routine. Durante il sopralluogo nella cella di Giuffrida, le guardie si sarebbero accorte di un lenzuolo che copriva una porzione di muro. Il telo avrebbe nascosto un buco da cui si intravedevano dei tubi idraulici.

Secondo la ricostruzione della Procura, il raggio delle condutture sarebbe risultato sufficientemente ampio da consentire ad un uomo di piccola costituzione di sgattaiolare fino ai sotterranei del carcere. Giuffrida, secondo la pubblica accusa, avrebbe danneggiato il muro con l'intenzione di infilarsi nei tubi, sbucare nelle fognature e accedere all'esterno delle mura. Arrivato a quel punto, un eventuale fuggitivo avrebbe comunque dovuto oltrepassare le due ulteriori recinzioni che proteggono la casa circondariale.

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