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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/04/2014  -  stampato il 03/12/2016


Ministro Orlando: pochi gli Agenti penitenziari, troppe le Direzioni Generali

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha tracciato le linee guida del suo dicastero in commissione al Senato. Molti i temi affrontati, dagli arretrati dei processi civili al sovraffollamento delle carceri, passando per le carenze di personale.

Lo stato di emergenza va però risolto in via prioritaria, secondo il ministro, secondo cui "nessuna riforma è possibile in assenza delle condizioni materiali per realizzarla". Le ''emergenze'' relative alla giustizia, ''sono quattro: il sovraffollamento delle carceri, gli arretrati della giustizia civile, la situazione del personale amministrativo e l'affinamento degli strumenti di contrasto alla criminalità organizzata". La condizione delle carceri italiane, secondo il Guardasigilii, rappresenta ''la prima emergenza.

I risultati ottenuti sulla diminuzione della popolazione carceraria sono importanti ma non ancora sufficienti". A tal fine, secondo Orlando, è necessario seguire la strada del "rimedio compensativo" per chi ha scontato una pena in carcere senza vivere in condizioni dignitose. "Per chi è ancora detenuto - ha osservato - è possibile pensare a una trasformazione della pena, ma per chi l'ha già scontata resta solo la soluzione compensativa".

Inoltre, il sistema giudiziario italiano è duramente appesantito da "croniche carenze" negli organici di Polizia Penitenziaria e del personale degli uffici giudiziari. Per quanto riguarda il personale amministrativo, su 44 mila unità, i posti scoperti sono il 18%. In alcune zone del paese, "in particolare al Centro-Nord, ha rilevato il ministro, ci sono punte di scopertura pari al 40-45%". Di contro, il personale del dicastero dovrebbe essere drasticamente ridotto. "Ad oggi le direzioni generali di via Arenula sono 40 mentre nel 2000 erano soltanto 10".

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