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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/04/2014  -  stampato il 07/12/2016


Sovraffollamento carceri, Sappe: Tamburino mente sapendo di mentire

“Ci vuole davvero un bel coraggio ed una buona dose di faccia tosta per sostenere che il sovraffollamento penitenziario è stato dimezzato, come ha fatto oggi il Capo dell’Amministrazione Penitenziaria Giovanni Tamburino in una intervista al quotidiano Repubblica. Non è manipolando i dati che si può dichiarare terminata l’emergenza delle carceri italiane”.

Lo sostiene Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

“I numeri parlano più di mille chiacchiere ed anche di alcune bugie di Tamburino”, prosegue. “I detenuti nelle carceri del Paese il 31 marzo scorso erano 60.197 (57.644 uomini e 2.553 donne). Lo stesso giorno un anno fa, ossia il 31 marzo 2013, erano complessivamente 65.831. Quindi, in un anno, c’è stato un calo oggettivo di 5.634 detenuti ma non si è dimezzato alcunchè! E si tenga conto che nel frattempo sono state varate 4 leggi cosiddette svuota carceri che in realtà non hanno svuotato un bel niente, come bene sanno i poliziotti penitenziari che lavorano negli istituti di pena in prima linea tra gente che tenta il suicidio, che si lesiona gravemente il corpo, che si picchia con altri carcerati e che aggredisce Agenti”.

"L'Amministrazione Penitenziaria sembra vivere in una realtà virtuale e non si rende evidentemente conto della drammaticità del momento, che costringe le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria a condizioni di lavoro sempre più difficili", aggiunge Capece. "Anche la manipolazione dei posti regolamentari in carcere, che si continua a sostenere essere di 48mila posti quando invece sono almeno 6mila in meno, è sintomatica di una Amministrazione penitenziaria che naviga ‘a vista’, distante anni luce dalla realtà. Si contano tra i posti regolamentari anche quelli di sezioni e padiglioni detentivi chiusi per lavoro! Che serietà è quella di sottovalutare la realtà?”.

Capece plaude al nuovo appello del Capo dello Stato Napolitano e alla sua richiesta di sapere cosa è stato fatto di concreto in relazione al messaggio del Quirinale al Parlamento sulle criticità penitenziarie, anche in relazione alla scadenza fissata dall’Europa sulla sentenza Torreggiani. Ma aggiunge: “pensare di risolvere i problemi del sovraffollamento delle carceri con leggi che daranno la possibilità a chi si è reso responsabile di un reato di non entrare in carcere, è sbagliato, profondamente sbagliato ed ingiusto. Le soluzioni possono essere diverse: nuovi interventi strutturali sull'edilizia penitenziaria, l'aumento di Personale di Polizia e del Comparto ministeri e di risorse, espulsione dei detenuti stranieri, introduzione del lavoro obbligatorio durante la detenzione, anche modifiche normative sulle disposizioni penale, riservando il carcere ai casi che lo meritano davvero. Ma intaccare la certezza della pena per coprire le inefficienze e le inadempienze dello Stato è sbagliato. Certo, il dato oggettivo è che il carcere, così come è strutturato e concepito oggi, non funziona. Lo sanno bene i poliziotti che stanno nella prima linea delle sezioni detentive 24 ore al giorno. Con buona pace delle bugie di Tamburino".

Sappeinforma

 

Giovanni Tamburino, DAP: abbiamo dimezzato il sovraffollamento delle carceri