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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/04/2014  -  stampato il 08/12/2016


Evaso da Livorno dal permesso premio: ecco chi De Cristofaro

Filippo De Cristofaro, condannato all'ergastolo per l'omicidio della skipper pesarese Annarita Curina, avvenuto nel 1988, è evaso dal carcere di Porto Azzurro, sull'isola d'Elba. L'uomo era già evaso nel 2007 dal carcere di Opera. Aveva ucciso la skipper con la complicità dell'amante olandese Diana Beyer, 17 anni, per rubare il catamarano.

Fuggito durante un permesso premio

Era il quarto permesso premio ottenuto da De Cristofaro negli ultimi mesi, come spiega il provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria. L'uomo sarebbe dovuto rientrare in carcere il 21 aprile, dopo tre giorni di permesso da trascorrere nella comunità "Dialogo" di Portoferraio. Era già evaso, sempre approfittando di un permesso premio, il 6 luglio 2007 dal carcere di Opera ma un mese dopo era stato rintracciato a Utrecht, città del suo "grande amore" Diana, che nel frattempo si è ricostruita una vita di moglie e madre eoggi, attraverso l'avvocato che la difese all'epoca, Marina Magistrelli, fa sapere: "Ho ancora molta paura di lui. Non lo sento da 26 anni, e mi chiedo come sia potuto accadere che Filippo sia evaso di nuovo, per la seconda volta".

Il delitto

L'ex 'Lolita' ha ora 42 anni e tre figli. Conobbe 'Pippo' quando lui era 30 anni e lei solo 13 anni, in una scuola di danza che De Cristofaro aveva messo in piedi a Rotterdam. Nell'estate del 1988 sognavano di andarsene via e l'occasione capitò con il viaggio sull'Arx. Un viaggio brevissimo per Annarita, laureata in lingue alla Sorbona e appassionata di mare: poche ore dopo la partenza dal porto di Pesaro, il 10 giugno, fu stordita con del Valium e colpita con una coltellata da Diana che, secondo i giudici agì spinta dall'amante, e poi finita da De Cristofaro con 3 colpi di machete alla testa. L'obiettivo della coppia era quello di impossessarsi del catamarano e fuggire in Polinesia. Il cadavere della skipper verrà ripescato il 28 luglio 1988 al largo di Senigallia dall'equipaggio di un peschereccio.

La fuga

La fuga sull'Arx occupò le cronache di quell'estate fino a quando la coppia, insieme a un amico olandese estraneo all'omicidio, Pieter Gronendijk (in seguito condannato per il furto del natante) fu fermata in Tunisia. "Sono un ragazzo che è scappato con una ragazza per amore, e che gli eventi hanno trascinato sempre più in giù", si giustificò lui ai microfoni dei tg.

La condanna all'ergastolo

I due olandesi e l'italiano saranno poi rintracciati dalla polizia in Tunisia, mentre tentavano di fuggire a piedi dopo aver abbandonato la barca. Diana verrà condannata a sei anni e mezzo di carcere per concorso in omicidio, ma in cella sconterà solo 15 mesi: otterrà la libertà condizionale e l'assegnazione a una comunità di fratellanza nei pressi di Grosseto. In primo grado a De Cristofaro venne inflitta una condanna a 38 anni, trasformata in ergastolo in appello, pena confermata in Cassazione.

La polemica sui "permessi facili"

Il caso è destinato ora a far esplodere una polemica sui permessi 'facili': "Il giudice di sorveglianza ha un potere discrezionale che dovrebbe essere usato 'cum grano salis'. Sforniamo permessi premio agli ergastolani come se fossero buoni benzina" commenta, indignato, l'avv. Stefano Tornimbene, il legale e amico della famiglia Curina, citando anche il caso di Angelo Izzo, il mostro del Circeo, che il 28 aprile 2005, mentre era in semilibertà, uccise Maria Carmela Linciano e Valentina Maiorano. "Ora - aggiunge Tornimbeni - spero che si diano da fare per prenderlo". Al 'Rambo dei mari', come venne ribattezzato all'epoca dai media, è andata già male due volte.

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