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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 29/04/2014  -  stampato il 09/12/2016


Al Direttore del carcere di Verona 500 ore di straordinario del 2013 non bastano: ne "ordina" altre 500 per il 2014

Ancora polemiche sulla gestione del carcere di Verona, a pochi giorni dalla denuncia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe sulla richiesta del direttore della Casa circondariale di vedersi retribuite 500 ore per prestazioni di lavoro straordinario effettuate nel corso del 2013.

"Abbiamo saputo che il direttore Mariagrazia Bregoli ha chiesto all'Amministrazione penitenziaria di Padova, il giorno dopo la precedente richiesta di soldi per monetizzare le 500 ore di straordinario da lei fatte nell'anno 2013, altri fondi per retribuirsi ulteriori 500 ore di lavoro straordinario dell'anno 2014. La cosa anomala è che avrebbe conteggiato anche le ore che dovrebbe ancora fare: ma non è vietato il programmare il lavoro straordinario?", si chiede il segretario generale del Sappe Donato Capece.

"Se è vero che il direttore Bregoli ha imposto un taglio dello straordinario per i poliziotti penitenziari, che pure lavorano sotto organico in un carcere sovraffollato stabilmente da 850 detenuti nella prima linea dei padiglioni detentivi, come può conteggiarsi oggi un numero di 500 ore di lavoro straordinario per l'anno in corso visto che siamo a fine aprile? E non è un evidente controsenso la riduzione dello straordinario a coloro che, come i poliziotti penitenziari, lavorano con un numero di unità inferiore a quelle previste e un così consistente numero di ore di lavoro straordinario - per buona parte ancora da farsi! - per il direttore, che sta stabilmente nel suo ufficio?".

Il Sappe torna a denunciare che "nel carcere di Verona l'organico di Polizia Penitenziaria previsto conta - sulla carta - 407 poliziotti penitenziari, ma in realtà ve ne sono in forza 336 e questo fa capire come il ricorso al lavoro straordinario per i Baschi Azzurri che lavorano nelle sezioni detentive, nei servizi di traduzione e piantonamento ed in tutti gli altri compiti operativi essenziali a garantire funzionalità e sicurezza non è una libera scelta ma l'inevitabile conseguenza di prestazioni di lavoro straordinario che i poliziotti sono obbligati ad assicurare. Ed è assurdo tagliare lo straordinario a chi sta in prima linea rischiando la vita ogni giorno".

Capece torna a sollecitare una inchiesta sulla vicenda: "confidiamo che il Ministro della Giustizia Andrea Orlando disponga nei tempi più brevi una ispezione ministeriale affinché accerti come sia possibile che un direttore di carcere, un impiegato dello Stato che svolge compiti amministrative, chieda la retribuzione di 500 ore di straordinario ancora da fare e pensi addirittura di tagliare lo straordinario a chi lo assicura in prima linea e a contatto con i detenuti come i poliziotti penitenziari".

Sappeinforma

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