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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/05/2014  -  stampato il 02/12/2016


Un miliardo di euro l’anno per mantenere le auto blu

Non più di quattro auto blu per ministero. Parola di Renzi. Ma non dice, il presidente del Consiglio, in quanti anni arriverà a questo risultato, che, se fosse vero, sarebbe impareggiabile. Un piccolo bluff, un bluff da venditore direbbe qualcuno, pronto a perdonarsi (e annullare) questa sua opinione se il risultato venisse davvero raggiunto. Ma, il vero bluff di Renzi è un altro, sempre riferito al numero delle auto. Perché, al di là delle quattro blu, ogni ministero ne potrà avere anche … 4444. Si fa per dire. Un numero imprecisato in quanto Renzi, volutamente, non fa il distinguo fra auto blu (di cilindrata superiore ai 1600 cc.) e auto grigie (di cilindrata inferiore ai 1600 cc.). E di queste ultime il presidente del Consiglio non fa menzione. Quindi potrebbero sostituire, per numero (e forse anche di più), quelle che verranno collocate in … pensione o messe in vendita su eBay. Dove, attualmente fanno bella mostra ben nove Maserati, cinque delle quali superblindate, con base d’asta che va da circa 83mila euro a circa 92 mila, secondo l’anno di immatricolazione e il numero dei chilometri percorsi. La più utilizzata, acquistata nel 2010, ne ha percorsi 37.407, la meno utilizzata, acquistata sempre nel 2010, “solo” 9.821. Provenienza Ministero della Difesa. Ancora nessuna offerta d’acquisto.

I dubbi sulla riuscita dell’operazione sfoltimento del parco auto a disposizione, però, derivano dal grande numero delle auto utilizzate dalla pubblica amministrazione, in tutti i suoi gangli. Al 31 dicembre 2012 (e questi sono i dati più aggiornati che si hanno a disposizione , elaborati dal Formez e forniti dalla presidenza del Consiglio dei ministri nel luglio 2013), infatti, il numero delle autovetture a disposizione ammonta a circa 60.000, per l’esattezza a 59.670, di cui 7.174 “blu” e 52.496 “grigie”.

Il Formez, però, premette che “non sono tutte”. Nel senso che il “parco auto” considerato è al 73 per cento in quanto “sono in fase di compilazione i questionari di 3 ministeri, 7 giunte e Consigli regionali, più altri enti”. Questo al 20 luglio 2013: sarà stato ultimato, nel frattempo, il censimento? Alla rilevazione, comunque,il Formez fa presente che hanno partecipato “4.238 enti, che detengono il 73 per cento dell’intero parco auto della PA”. Vale a dire che, probabilmente, alle circa 60mila vetture già considerate, occorre aggiungerne almeno altre 22mila. Sempre fra “auto blu” e “auto grigie”.

E questo, senza precisarne il numero, il Formez lo fa presente così: “La mancanza (nel computo, ndr) dei Ministeri di Grazie e Giustizia, Trasporti e Beni Culturali, la cui rete risulta molto distribuita nel territorio, abbassa notevolmente tale settore (della Pa, ndr)”.

Il grande scandalo delle “auto blu”, però, consiste nella spesa che si sostiene annualmente per il loro mantenimento, circa un miliardo di euro (ma in totale la somma potrebbe salire fino a 1 miliardo e 200 milioni, compreso il 23 per cento mancante) sempre rapportato a quel 73 per cento complessivo in considerazione e senza contare autisti e addetti facenti parte ai corpi di sicurezza pubblica, vale a dire Ministero della Difesa (militari), Ministero dell’Interno (polizia), Ministero della Giustizia (la parte che riguarda la Polizia Penitenziaria) e Ministero delle Finanze (Guardia di Finanza). Però, fa ancora presente il Formez che “data la mancanza di alcune amministrazioni chiave (quel 27 per cento del totale, cioè –ndr) si ritiene che tale stima sia ancora soggetta a variazioni”.

Settore per settore, la spese per la manutenzione delle auto pubblica è così rappresentata dal Formez.

a) Spesa per il personale addetto, 645.697.000;

b) Spesa di manutenzione auto 72.681.251;

c) Spese consumi (carburanti) 146.749.768;

d) Auto acquistate nel 2012 18.304.154.

A queste spese va ad aggiungersi (udite, udite, udite!!!) la somma di 56.480.948 euro per …. noleggio di altre auto (quelle a disposizione non bastano e si sopperisce così alle limitazioni imposte nell’acquisto di altre autovetture), stimate in altre 12.000 vetture, con costo medio annuo di 4.600 euro.

C’è da strabiliare: si spende circa un miliardo di euro, circa 2000 miliardi delle vecchie e gloriose lire (per chi, con l’euro, ne avesse perso il conto) per … locomozione della casta. E non solo. Spesso al di là della vera e propria rappresentanza, specie nelle amministrazioni periferiche dove il personale magari fa uso proprio e quindi improprio delle vetture (le grigie, ndr), magari per andare a fare la spesa, accompagnato dalla moglie. E qualche volta provoca anche qualche incidente che “muore” nel chiuso di qualche recinto.

E sono tutte auto che, alla fine, vengono dismesse (prima venivano vendute in aste semisegrete) quasi nuove: secondo le rilevazioni Formez, infatti, ognuna di esse percorre in media 7.399 chilometri l’anno e, di norma, vengono cambiate, “per pubblica decenza”, dopo un paio d’anni. Tant’è che nel 2012 sono state acquistate auto per un corrispettivo di 18.304.154 euro. Ma Pantalone (cioè, noi), ormai, non si meraviglia di certo. Si indigna.

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