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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/05/2010  -  stampato il 09/12/2016


La polizia penitenziaria di Verona protesta davanti a Montecitorio

Verona. Il Sappe, sindacato autonomo di polizia penitenziaria - che ha organizzato per il 25 maggio, invitando il presidente della Commissione giustizia del Senato Filippo Berselli, una visita al carcere di Verona - manifesterà il 26 maggio davanti a Montecitorio per sensibilizzare il governo e il Parlamento a intervenire immediatamente per risolvere la questione carceri.

Il Veneto è una delle regioni che ha i maggiori problemi di sovraffollamento dei detenuti e carenza di personale di polizia penitenziaria. A fronte di una capienza di 1.915 detenuti, nelle carceri venete sono ristrette 3.362 persone, con un sovraffollamento del 175%; di questi, 1.922 sono stranieri (57,16%). L’organico previsto è di 1.866 agenti, ma attualmente ce ne sono solo 1.415.

A Verona, rispetto a una capienza regolamentare di 589 detenuti, ce ne sono 981, con un sovraffollamento del 166 per cento; di questi, 631 sono stranieri, con una percentuale pari al 64,32%. Questa situazione è stata aggravata, negli ultimi giorni, da un sospetto caso di tubercolosi che ha costretto l’Amministrazione penitenziaria a far sottoporre a controlli medici un’intera sezione detentiva: circa 100 detenuti sono stati portati in ospedale dalla polizia penitenziaria che, inoltre, ha dovuto garantire, sempre in ospedale, la sorveglianza di un detenuto sottoposto al regime del 41 bis e di altri tre reclusi ricoverati per problemi di salute.

Per garantire questi servizi, ogni giorno, sono stati sottratti all’istituto circa 40 dei 350 agenti in servizio. Negli stessi giorni due detenuti, nella casa di reclusione di Padova, hanno tentato il suicidio e sono stati salvati dalla polizia penitenziaria.

Fonte: larena.it