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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/05/2014  -  stampato il 07/12/2016


Braccialetto elettronico: circa mille braccialetti attivati, obiettivo 2000 in funzione a breve

All'inizio di marzo erano operativi 200 dispositivi: quintuplicati nel giro di due mesi. L'obiettivo è di farne funzionare contemporaneamente 2mila. I tribunali ricorrono sempre più spesso a questa misura alternativa alla detenzione per gli imputati in attesa di giudizio, come previsto dal decreto "svuota carceri".

Il braccialetto elettronico è ripartito dopo un inizio stentato e costellato dalle polemiche. I tribunali sono sempre più favorevoli a disporne l'uso per i controllo dei detenuti in attesa di giudizio a cui è possibile comminare gli arresti domiciliari.

I numeri dicono che sono state superate le mille attivazioni, e che quindi è stato ormai fatto il giro di boa verso l'obiettivo delle 2mila fissato dall'allora ministro Angelino Alfano con Telecom Italia, la società che fornisce il servizio.

A dimostrare che il braccialetto elettronico stia prendendo piede rapidamente sono i numeri: se infatti nei primi sei mesi del 2013 erano stati attivati 26 braccialetti, e nella seconda metà dell'anno si era arrivati a 86 attivazioni, un'accelerazione significativa si era già notata nel primi tre mesi del 2014, con oltre 140 nuovi braccialetti attivati, che portavano a più di 220 il numero dei dispositivi operativi. Il superamento dei mille vuol dire quindi aver ulteriormente quintuplicato i dispositivi attivi nel giro degli ultimi due mesi.

A contribuire alla diffusione della misura anche l'adozione del decreto svuota carceri, che prevede espressamente l'utilizzo di questa misura, ma anche la campagna di informazione e di formazione che Telecom Italia ha avviato presso i tribunali della penisola. E ne frattempo sono allo studio le evoluzioni del servizio, che potrebbero portare ad applicarlo all'aperto, quando vengano prescritti divieti di avvicinarsi a persone o zone, come nel caso dello stalking.

Per ovviare al fatto che fino a poco tempo fa molti magistrati non fossero a conoscenza delle procedure per utilizzare il braccialetto, Francesco Gianfrotta, presidente della sezione dei Gip del tribunale di Torino (ex Dirigente Detenuti e Trattamento del DAP), aveva messo nero su bianco tutti i passaggi, le cosiddette "modalità operative", per disporre l'utilizzo del braccialetto, mettendoli a disposizione dei colleghi in tutta Italia con tanto di modello prestampato da compilare a seconda delle necessità.

Il braccialetto elettronico, che si applica alla caviglia, è composto anche da una centralina, che ha la forma di una radiosveglia, che va installata nell'abitazione in cui deve essere scontata la condanna. Un device che riceve il segnale dal braccialetto e lancia l'allarme per eventuali tentativi di manomissione e in caso di allontanamento del detenuto.

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