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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 04/05/2014  -  stampato il 02/12/2016


All’asta le macchine degli agenti ma non le auto blu dei dirigenti

Altro che auto blu. All'asta su eBay, provenienti dal parco vetture del Ministero della Giustizia, starebbero per finire nientedimeno che macchine della Polizia Penitenziaria. «Spacciate» come auto di rappresentanza. Sacrificate dal Dipartimento sull'altare della spending review, al posto delle vetture di grossa cilindrata che continueranno ad essere noleggiate - a costi salati - per accompagnare dirigenti e provveditori.

È una denuncia forte quella del Sappe, Sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria, contenuta in una lettera inviata l'altro ieri al premier e al Guardasigilli Orlando. Secondo il Sappe infatti, per contribuire alla «grande svendita» imbastita dal Governo, il Dap avrebbe individuato tra le autovetture da dismettere solo ed esclusivamente quelle targate «Polizia Penitenziaria». Macchine (una decina, più quattro già vendute) fino ad oggi in dotazione all'Ufficio per la sicurezza e la vigilanza del Ministero della Giustizia il quale, in base alla sua stessa norma istitutiva, non svolge servizi di accompagnamento e rappresentanza (quelli per cui vengono impiegate le auto blu) ma bensì di «polizia», ovvero di tutela e scorta.

A finire in vendita come auto blu, insomma, saranno macchine comprate per svolgere funzioni - come la traduzione dei detenuti - che rientrano nella categoria di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica. Vetture che per questo, afferma il Sappe, in base al decreto 3 agosto 2011 non potrebbero neppure essere messe all'asta.

Eppure, come ha scritto il segretario generale del sindacato Donato Capece, nell'elenco consegnato al Gabinetto del Ministro Orlando dai dirigenti del Dap figurano solo e soltanto loro: tutte dotate di impianto di segnalazione acustica d'emergenza, la maggior parte anche di apparato radio militare. «Prima che finiscano all'asta ci auguriamo almeno che vengano sottoposte a bonifica per recuperare gli apparati elettronici e i cablaggi che hanno costi per migliaia di euro», dicono sconsolati gli agenti.
Per i poliziotti, l'ennesimo taglio destinato a incidere sull'attività operativa ha anche il retrogusto della beffa.

Secondo il Sappe la sforbiciata in questione non toccherà né l'autoparco del Dipartimento Organizzazione Giudiziaria, né le autovetture a noleggio che trasportano abitualmente i dirigenti del Dipartimento. Sarebbero queste ultime le vere «auto blu» dell'Amministrazione Penitenziaria, affittate a prezzi non simbolici (1.000 euro al mese per le BMW) dai provveditorati e spesso di grossa cilindrata nonostante una circolare del 2011 abbia vietato l'utilizzo di macchine superiori ai 1.600 cc. Anzi, secondo il sindacato autonomo due provveditorati del Dap, di recente, avrebbero riscattato al termine del noleggio altrettante auto di grossa cilindrata «contingentate» Polizia Penitenziaria, ovvero acquistate con i fondi destinati a quest'ultima. Mentre tra le auto alienate, ironicamente, figurano anche delle Lancia acquistate a suo tempo a prezzo conveniente dalla Società Autostrade SpA.

Sin dal 1998 inoltre, ricordano gli agenti esasperati, una circolare dell'Amministrazione Penitenziaria ha introdotto regole stringenti sull'uso delle autovetture non destinate ai soggetti protetti da misure di tutela. Queste regole, secondo loro, sarebbero state però aggirate fino ad oggi dal DAP impiegando per l'accompagnamento dei dirigenti automobili comprate per esigenze di Polizia Penitenziaria ma dotate di targhe «di copertura» civili. «Nel 2000 - afferma ancora Capece - il Dap ha acquistato 4.000 automobili, in gran parte modernissime Alfa Romeo 155 Twin Spark, per le esigenze operative dei Nuclei Traduzioni».

Macchine blu, il colore istituzionale delle autovetture del Corpo, che però - secondo il segretario Sappe - «non furono dotate della consueta livrea istituzionale per renderle identificabili, restando invece in sobria versione civile per essere utilizzate come auto di servizio per il prelievo e l'accompagnamento di alcuni dirigenti». «Invece di restituire le auto alla loro corretta funzione istituzionale - chiosa amaro Capece - oggi vengono vendute per una mera operazione di facciata. Alcune di queste, tra l'altro, dopo essere state sottoposte a recentissimi lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria».

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