www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 06/05/2014  -  stampato il 10/12/2016


Poliziotti penitenziari in sciopero in Francia: barricate e copertoni bruciati davanti le carceri

La situazione carceraria in Francia è al collasso. In questi giorni i Poliziotti di un numero crescente di penitenziari sono in sciopero per denunciare le condizioni di lavoro ormai insostenibili. La protesta è iniziata nei giorni scorsi nelle regioni del sud est francese, in particolare negli istituti di Aix en Provence e Marsiglia, e si sta diffondendo un po' in tutto il paese coinvolgendo Lione, Varenne (nella Borgogna) e Arras (nell'estremo nord del paese).

Contestazioni del genere non sono nuove: oltralpe la situazione carceraria non è meno critica che in Italia. Già lo scorso 11 dicembre i Poliziotti penitenziari di Baumettes, il carcere principale di Marsiglia, avevano eretto una vera e propria barricata di fronte al penitenziario con tanto di lamiere e rogo di pneumatici ad accompagnare gli slogan e lo sventolio delle bandiere. I motivi della rivolta sono gli stessi da anni spiega l'Union fédérale autonome pénitentiaire (Ufap), sindacato della categoria: gli agenti penitenziari sono sottoposti a gravi pericoli in quanto, in media, ogni due giorni si verifica un aggressione nei loro confronti da parte dei detenuti. Proprio a Baumettes ad esempio sabato scorso un poliziotto ha riportato un trauma cranico, colpito con un barattolo di Nutella.

Secondo l'Ufap ci sarebbe da riorganizzare completamente le modalità di lavoro all'interno delle carceri, con varie ridefinizioni dei ruoli e creazione di team di lavoro. Alla base di tutto questo però c'è da colmare un vuoto: sarebbero infatti necessarie almeno 800 nuove assunzioni per un corretto funzionamento dell'organismo giudiziario.

Il profondo malessere espresso da parte della poliza penitenziaria è l'immediata conseguenza della disastrosa situazione in cui versano gli istituti detentivi transalpini che, in quanto a sovraffollamento e qualità della detenzione, sono assolutamente sullo stesso pessimo livello di quelli italiani. Le denunce e le sanzioni dell'Unione Europea in merito ancora non hanno sortito effetti positivi.

agoravox.it