www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 08/05/2014  -  stampato il 10/12/2016


Viterbo, con due telefonini nella loro cella gestivano traffico di droga all'esterno

Continuavano a gestire i loro traffici illeciti comodamente dalla cella di Mammagialla. E lo facevano usando un cellulare di vecchia generazione e uno smartphone con connessione internet attiva.

Le indagini sono ancora in corso ma il sospetto è che i due detenuti (italiani) rinchiusi all'interno del reparto di media sicurezza continuassero a smistare all'esterno partite di stupefacenti. La scoperta è avvenuta ieri mattina, durante le perquisizioni ordinarie che quotidianamente vengono effettuate da parte di alcuni agenti della Polizia Penitenziaria. Le notizie, al momento, filtrano col contagocce. Impossibile ottenere conferme ufficiali. Certo è che il sequestro non è avvenuto dopo una soffiata.

“L’operazione – ha detto Luca Floris (Sappe) – è stata portata avanti in maniera brillante dagli agenti della polizia che hanno dimostrato grande professionalità”.

I controlli nelle celle vengono fatti a campione ogni giorno. A volte si trovano oggetti come lame e coltelli, stavolta il bottino è stato più grosso, visto che ai detenuti è vietato ogni contatto con l'esterno, salvo quelli rappresentati dai colloqui con i famigliari. Ebbene, ieri mattina, i poliziotti hanno scoperto nascosti dentro la cella i due telefonini, entrambi con scheda sim inserita e funzionanti. Significa che da quei cellulari partivano chiamate e messaggi.

Per fare cosa? Di sicuro, aggirare la sorveglianza e le norme penitenziarie che prevedono l'isolamento. Telefonate e sms ora verranno passate al setaccio. Il sospetto, però, è che i due continuassero a gestire da dietro le sbarre il traffico di stupefacenti.

ilmessagero