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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 08/05/2014  -  stampato il 03/12/2016


Rissa tra detenuti albanesi e marocchini nel carcere di Potenza: Polizia Penitenziaria evita il peggio

Il Sappe, sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria, lancia un nuovo allarme sulla situazione del carcere di Potenza in condizioni di sovraffollamento. Questa mattina, fa sapere la sigla sindacale, si e' accesa una rissa tra detenuti di nazionalita' marocchina ed albanese non appena gli stessi hanno avuto accesso ai cortili per la permanenza all'aperto.

"Soltanto l'immediato intervento di tutto il personale di Polizia Penitenziaria in servizio ha evitato il peggio e, mettendo a rischio la propria incolumita', ha saputo egregiamente riportare l'ordine e la sicurezza nel reparto detentivo - sostiene Saverio Brienza, segretario regionale del Sappe -. Questo e' avvenuto soltanto a distanza di pochi giorni quando altri detenuti, venendo alle mani, hanno colpito anche un assistente capo di Polizia Penitenziaria costringendolo alle cure presso il pronto soccorso dell'ospedale San Carlo di Potenza. E' una situazione che si fa sempre piu' incandescente, soprattutto da quando la popolazione detenuta da qualche mese e' raddoppiata, nonostante la fortissima carenza di personale nel capoluogo lucano".

Il sindacato ha chiesto all'amministrazione penitenziaria di "fronteggiare l'emergenza di Potenza anche con altri provvedimenti come ad esempio quello di pensare alla costruzione di un nuovo istituto e quello di inviare con immediatezza personale per rinforzare l'attuale organico che non riesce piu' a gestire una situazione ormai al collasso".

In effetti , dice Brienza, mentre l’Amministrazione Penitenziaria si inventa assurde teorie trattamentali nei confronti dei detenuti , del tutto lontane da quelle che dovrebbero, invece, tendere a garantire maggiore sicurezza all’interno dei penitenziari italiani , il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria, come quello potentino, è costretto a fronteggiare continue emergenze che sfociano in violenze e atti turbativi alla sicurezza che vengono poste in essere da chi abitualmente delinque e non ha molto da perdere.

I vertici dell’Amministrazione Penitenziaria di Roma , però, vivendo in una realtà molto lontana dalla quella decentrata, dove non sono certamente loro a sostenere gli episodi di criticità, dove non sono certamente loro ad intervenire in situazioni di violenza e di pericolo, nella totale cecità sia per la carenza di organico della Polizia Penitenziaria, sia di risorse economiche che di mezzi, hanno predisposto che tutti gli istituti di pena devono creare reparti dove i detenuti devono avere la totale libertà di muoversi, pur essendo tali reparti privi di sistemi di allarme, privi di adeguata strumentazione di video sorveglianza, di antiaggressione e di antiscavalcamento murario.

In pratica i reclusi , vengono aperti dalle proprie celle ogni mattina e vengono rinchiusi la sera , trascorrendo le giornate nel dolce far niente o peggio , nell’organizzare risse, violenze sui più deboli , magari evasioni e tanto altro ancora.

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