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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/05/2014  -  stampato il 06/12/2016


Parla il Poliziotto aggredito con i bastoni: ho visto in faccia i miei aggressori

«Li ho visti bene, ricordo distintamente i loro volti. Come potrei dimenticarli…». Giuseppe Spiniello ha visto in faccia gli uomini che lo hanno aggredito e pestato a sangue fino a lasciarlo a terra quasi privo di sensi. L’agente di Polizia Penitenziaria picchiato venerdì pomeriggio nel suo fondo di Grottolella è sempre ricoverato al Moscati di Avellino ma sta meglio e presto potrebbe tracciare un identikit dei suoi assalitori.

E’ questa la novità, di non poco conto, che sarebbe emersa in questa ore nell’ambito delle indagini portate avanti dai carabinieri della stazione di Altavilla Irpina e parallelamente, all’interno del carcere di Bellizzi, dai colleghi del 45enne. Ieri Spiniello ha cominciato a sentirsi meglio. Il trauma, lo stato di shock e il dolore per i colpi che gli hanno inferto con un’inaudita violenza i suoi assalitori non sono certo passati ma gli effetti cominciano almeno ad attenuarsi. L’agente è riuscito a parlare un po’ di tempo in più con i familiari e a confermare agli inquirenti che ricorda quanto è successo in maniera chiara. Dunque, nessuno stato confusionale temporaneo come inizialmente era stato paventato, anche in base ai sintomi registrati in casi analoghi.

Questa mattina, inoltre, il 45enne sarà sottoposto ad una tac e a tutti gli accertamenti di controllo, volti a stabilire il suo quadro clinico. Se l’esame dello stato di salute generale dell’agente di Polizia Penitenziaria confermerà il suo miglioramento, in questi giorni gli investigatori potrebbero passare ad effettuare con lui il riconoscimento attraverso le foto segnaletiche dei pregiudicati della zona. Oltre a poter ricostruire le stesse sembianze dei volti dei due uomini. Insomma, lavorare in maniera organica all’identikit degli aggressori.

L’attività investigativa, intanto, procede sempre in due direzioni diverse per stabilire con certezza il movente di quello che è apparso a tutti gli effetti un agguato premeditato. le ipotesi più accreditate fanno riferimento ad un ordine partito dal carcere per qualche screzio con un detenuto o a motivi non ben precisati ma legati alla proprietà terriera. Su queste due piste continua incessante il lavoro dei militari dell’Arma e dei colleghi di Spiniello, volto ad identificare al più presto i responsabili del pestaggio. Anche se sembra sempre più verosimile, soprattutto per le modalità di esecuzione, che la richiesta di dare una “lezione” a Spiniello possa essere partita dalla casa circondariale

E in queste ore, a parte la certezza del ricordo chiaro dei volti dei due uomini, un altro elemento importante è oggetto di verifiche: la macchina utilizzata dagli stessi assalitori che potrebbe essere stata rubata e abbandonata nei pressi del comune capoluogo. Si tratta di una Fiat Panda bordeaux, della quale è stata già individuata anche la targa. L’auto sospetta, infatti, è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza poste all’esterno di un’azienda di distribuzione del gas, situata poco distante dal fondo agricolo di Spiniello. Un altro dettaglio utilissimo alle indagini.

Appena rintracciato, infatti, il veicolo sarà sottoposto a tutti i rilievi di routine per cercare di trovare tracce e impronte dgitali. Qualunque cosa, in pratica, possa dare un’altra spinta in avanti all’attività investigativa. Per questo si stanno effettuando controlli a tappeto sul territorio, al fine di ritrovare la Fiat Panda. Naturalmente, adesso l’attenzione è tutta rivolta alle operazioni di riconoscimento dei due uomini attraverso la testimonianza diretta della stessa vittima. Un passaggio che potrebbe rivelarsi decisivo nella soluzione del caso, portando nel giro di poco tempo al fermo dei due aggressori.

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