www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 15/05/2014  -  stampato il 08/12/2016


Festa della Polizia Penitenziaria: ecco i motivi del perché il maggior Sindacato non parteciperà

"È la festa dei dirigenti Dap, non dei poliziotti". Manifestazione di protesta e sit-in il 20 maggio a Roma davanti al Dap.

Oggi 15 maggio, a Roma, alla presenza del Ministro della Giustizia Andrea Orlando, si svolgerà la cerimonia del 197° Anniversario di Fondazione del Corpo di Polizia Penitenziaria. Non parteciperà il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri del Corpo, e il segretario generale Donato Capece ne spiega le ragioni: "La cerimonia avrà luogo a Roma, ancora una volta, nel chiuso (perché inaccessibile ai cittadini) dell'Aula Magna della Scuola di Formazione della Polizia Penitenziaria intitolata a Giovanni Falcone in via di Brava.
Il momento più solenne per un Corpo di Polizia dello Stato qual è la Polizia Penitenziaria, e cioè la sua Festa nazionale, non si svolgerà dunque, e per l'ennesima volta, in un luogo pubblico tale da favorire la più alta partecipazione dei cittadini, che invece devono sapere e conoscere quel che ogni giorno fanno le donne e gli uomini del Corpo in ragione di una trasparenza reale, anche e soprattutto per apprezzarne la professionalità, l'umanità, lo spirito di servizio ed il senso del dovere.

UN ALTRO DAP E' POSSIBILE: MANDATE A CASA TAMBURINO E PAGANO

L'Amministrazione Penitenziaria, i suoi vertici attuali, preferiscono dunque l'ennesima cerimonia autoreferenziale, a beneficio evidentemente dei vari dirigenti del Dap o della periferia che vi parteciperanno (con trattamento di missione). Per questo ci sembra più l'Annuale del Dap che non la Festa nazionale del Corpo di Polizia Penitenziaria!"

Capece precisa che "A noi non piace fare come gli struzzi: non ci piace mettere la testa sotto la sabbia per non vedere tutto quel che non va in questa gestione dell'Amministrazione Penitenziaria a firma Tamburino & Pagano. Ma per rispetto alle colleghe e ai colleghi che saranno coinvolti nell'evento, per rispetto al Capo dello Stato Giorgio Napolitano che è sempre stato concretamente vicino ai poliziotti penitenziari e sensibile alle nostre istanze, abbiamo preferito differire ad altra data una nuova, ennesima, inevitabile manifestazione di protesta che si rende assolutamente necessaria visto lo stallo nel quale il Corpo e l'Amministrazione si trova da troppo tempo". Martedì 20 maggio 2014, dalle ore 9.00, il primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, il Sappe, manifesterà davanti al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria per chiedere l'avvicendamento dei suoi vertici, nelle persone del Capo Dap Giovanni Tamburino e del suo vice Luigi Pagano.

"A più di 2 anni dal loro insediamento" conclude Capece "entrambi non sono stati assolutamente in grado di risolvere i problemi e le criticità penitenziarie e, men che meno, quelle che più direttamente riguardano i poliziotti. Tamburino e Pagano continuano a inseguire la favola della "vigilanza dinamica" e l'autogestione delle carceri da parte dei detenuti.

Ci siamo stufati a dire il perché siamo contrari, e solo chi è in malafede può sostenere il contrario. Le idee e i progetti che il capo del Dap Tamburino e il vice Pagano si ostinano a propinare non tengono conto della realtà delle carceri, che non sono collegi per educande, e rispondono alla solita logica "discendente" che "scarica" sui livelli più bassi di governance tutte le responsabilità.

E ricadono sulle spalle di noi poliziotti, che stiamo 24 ore al giorno in prima linea nelle sezioni detentive. Intanto i poliziotti continuano a sventare suicidi, a gestire eventi critici come gli atti di autolesionismo, le aggressioni, le risse, a circolare su mezzi vecchi e fatiscenti, nell'indifferenza assoluta dei vertici del Dap che vorrebbero persino mettere il bavaglio alle nostre proteste e ai nostri comunicati stampa in una logica da Politburo sovietico. Una cosa chiederemo, martedì durante il nostro sit-in, al Presidente del Consiglio Matteo Renzi ed al Ministro della Giustizia Andrea Orlando: avvicendate dalla guida del Dap Tamburino e Pagano".

Ristretti Orizzonti