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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/05/2014  -  stampato il 08/12/2016


Omicida evaso da Porto Azzurro: procura apre inchiesta sui ritardi della segnalazione

"Difficilmente troveremo Filippo De Cristofaro, il ritardo nella segnalazione dell'evasione dal carcere di Porto Azzurro gli ha dato due giorni di vantaggio".

È molto amaro il commento del procuratore generale della Corte d'Appello di Ancona, Vincenzo Macrì, sull'evasione dal carcere di Porto Azzurro, durante un permesso premio, dell'ex insegnante di danza condannato all'ergastolo per l'omicidio della skipper pesarese Annarita Curina nell'estate del 1988.

De Cristofaro, che agì in concorso con la compagna olandese allora sedicenne Diana Beyer, condannata a sei anni e mezzo (ma scontò solo 15 mesi di carcere), sarebbe dovuto rientrare in carcere il 21 aprile, dopo tre giorni di permesso (il quarto da dicembre) da trascorrere nella comunità "Dialogo" di Portoferraio. E invece l'ergastolano non ha più fatto ritorno nella casa di reclusione di Porto Azzurro, facendo perdere le sue tracce.

Non si è presentato, scappando con ogni probabilità a bordo di un traghetto per raggiungere le coste toscane. Una situazione che ha creato delle reazioni stizzite, dal momento che De Cristofaro non era nuovo a colpi di scena del genere.

Il "Rambo dei mari" - questo è il soprannome che fu affibbiato a De Cristofaro per la sua fuga a bordo di un catamarano dopo l'uccisione di Annarita Curina - era già evaso, nel 2007, nel carcere milanese di Opera. Ora sulle sue tracce ci sono la squadra mobile di Ancona, Interpol e Sco ma le ricerche non sono semplici, soprattutto - ha osservato il procuratore generale della Corte d'Appello di Ancona Macrì - per il ritardo della segnalazione della sua fuga dall'isola d'Elba. Su quest'ultima circostanza la procura di Livorno ha aperto un'inchiesta.

Il Tirreno

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