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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/05/2014  -  stampato il 06/12/2016


Il concorso taroccato della Polizia Penitenziaria. Irregolaritą Tre candidati trovati in possesso delle tracce d'esame. Atti inviati in Procura

Sono stati trovati con le tracce in mano e ora il concorso per il reclutamento degli agenti penitenziari rischia di saltare.

Il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap), dopo aver svolto un'indagine interna, ha inviato gli atti alla Procura di Roma, che dovrà fare luce sulle irregolarità riscontrate.

Il ministero della Giustizia lo scorso novembre ha bandito una selezione per formare allievi da destinare alla vigilanza nelle carceri, riservata ai volontari in ferma prefissata di un anno e quattro anni.

Al 30 dicembre 2013, termine fissato per l'iscrizione, sono arrivate circa 14 mila domande di partecipazione, a fronte di 208 posti disponibili per gli uomini e 52 per le donne.

La prima prova di esame consisteva in una serie di domande, con risposta a scelta multipla, di aritmetica, educazione civica, geografia, geometria, italiano, scienza e storia. Per gli aspiranti agenti donna i test si sono svolti 1'8 e il 9 maggio, mentre i candidati uomini sono stati convocati in ordine alfabetico dal 12 maggio al 22 maggio, a Roma, presso la Scuola di formazione del Corpo di Polizia Penitenziaria in via di Brava. Proprio qui, durante una delle giornate d'esame, tre dei circa 4mila partecipanti al concorso sarebbero stati trovati in possesso delle tracce: c'è chi le aveva scritte sul tradizionale foglio e chi su un tablet.

È stato il personale della Polizia Penitenziaria, che vigilava sul regolare andamento dell'esame, a rilevare le irregolarità. Gli accertamenti sono stati demandati al Nucleo investigativo centrale del Dap dal dirigente del personale e della formazione, Riccardo Turrini Vita. Gli atti poi sono stati inviati alla Procura, che dovrà chiarire come e da chi sia partita questa fuga di informazioni.

La pro cedura prevede che sia una ditta esterna a selezionare i quesiti e che le buste vengano aperte dalla commissione esaminatrice davanti ai candidati, prima dell'inizio delle prove. Le irregolarità nel concorso sono un ulteriore motivo di fermento nell'amministrazione penitenziaria, da alcuni giorni priva del suo vertice.

 Il 26 maggio, infatti, il capo del Dap, Giovanni Tamburrino, e il suo vicario, Luigi Pagano, sono stati costretti a fare le valigie, in base alla legge sullo spoil system. Il nuovo governo, e in particolare il ministro della Giustizia Andrea Orlando, non ha riconfermato la fiducia nei loro confronti. Probabilmente non ha convinto lo sforzo fatto per decongestionare le carceri: si è passati da 66mila a 60mila detenuti in un anno. Lo stesso termine imposto all'Italia dalla Corte europea dei diritti dell'uomo per risolvere il sovraffollamento.

La sentenza Torregiani, che ha condannato il nostro Paese a risarcire il detenuto per trattamento disumano subito dietro le sbarre, ha infatti aperto la strada ad altri 4 mila ricorsi.  I candidati al concorso sono 14 mila per 208 posti disponibili 

 
Il Tempo