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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 31/05/2014  -  stampato il 08/12/2016


Chiusura definitiva del carcere di Nicosia: timori per l'economia della zona

Passate le elezioni e la caccia ad un pugno di voti, il carcere è stato chiuso ieri pomeriggio. Il provvedimento è stato disposto ed eseguito alla velocità della luce: a mezzogiorno è arrivato l’ordine di sfollamento, circa 2 ore dopo i pullman sui quali trasportare gli ultimi 30 detenuti rimasti che alle 15,30 erano già in partenza per le carceri alle quali sono stati destinati. Chiude il carcere come ha chiuso il tribunale ma non chiude quella politica inefficiente e incapace di portare risultati per una città ed un territorio destinati alla morte economica.

Quella politica che, come purtroppo molti avevano previsto, 10 giorni prima delle elezioni aveva sospeso il provvedimento di chiusura delle 3 carceri per le quali era prevista la soppressione e cioè Nicosia, Mistretta e Modica, ma che non ha avuto neanche la decenza di aspettare una settimana dal risultato elettorale delle europee per sbloccare il provvedimento ed eseguirlo. Nicosia è un istituto penitenziario chiuso, anche se ieri pomeriggio, dinanzi ai pullman carichi di detenuti che partivano, qualcuno ancora sosteneva che “ci sono ancora speranze”. La chiusura è certa e definitiva e a confermarlo la circostanza che tutti gli agenti della Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere nicosiano contestualmente allo sfollamento dei detenuti hanno ricevuto le assegnazioni delle nuove sedi alle quali sono stati già trasferiti.

La maggior parte vanno a Enna, ma altri sono stati assegnati a Catania e ad altre strutture detentive. A Nicosia rimangono meno di una decina di detenuti in regime di “articolo 21”. Si tratta di detenuti a bassa pericolosità che sono autorizzati ad esempio ad uscire dalla cinta muraria del carcere per attività lavorative e che verranno utilizzati per il trasloco di attrezzature, archivi e materiale che verrà destinato ad altri penitenziari.

Operazioni che si protrarranno per una decina di giorni, ma il carcere ha chiuso comunque a mezzogiorno di ieri con l’ordine di sfollamento di tutti i detenuti ad eccezione di quelli da impiegare nel trasloco, che lasceranno il penitenziario insieme all’ultimo camion carico di suppellettili. Ieri nessuna nota sindacale, comunque annunciata per la giornata di oggi, né alcun proclama da parte dell’amministrazione comunale e del sindaco Sergio Malfitano, che aveva propagandato la sospensione del provvedimento come frutto delle iniziative da lui intraprese con il capo del Dap che avrebbe incontrato a Roma e con il ministro degli Interni Angelino Alfano.

Nicosia da ieri perde un indotto di mezzo milione di euro all’anno per la sola presenza del carcere, cui aggiungere la perdita di popolazione per gli operatori che si trasferiranno. Una perdita che aggraverà la crisi economica che già vede la contrazione delle imprese e del commercio, con ulteriore perdita di valore degli immobili per i quali la giunta vuole però applicare per la Tasi l’aliquota massima.

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