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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/06/2014  -  stampato il 04/12/2016


Collega suicida al DAP: possibile causa la convinzione di un male incurabile

Un suicidio preparato con cura e meticolosità e portato a termine con un colpo alla tempia con la pistola d’ordinanza. Cosi Massimo Coculo, 39 anni, agente di Polizia Penitenziaria in servizio al carcere di Velletri, si è tolto la vita lasciando la giovane moglie e una figlioletta.

Massimo da qualche tempo era convinto di avere un male inguaribile, invece sembra che si trattasse di artrosi. Da qui la decisione di togliersi la vita nella camera da letto della sua casa, mercoledi intorno alle 20 della sera, dopo aver preparato il vestito da indossare. La scoperta è stata fatta dalla moglie che non vedendolo scendere per cena era andato a chiamarlo ma si è trovata di fronte la tremenda scena.

Sul posto sono gli uomini del Commissariato di Colleferro che hanno verbalizzato il tutto ed in seguito il cadavere del giovane è stato trasferito a Tor Vergata e messo a disposizione del magistrato di turno che sta seguendo il caso.

Ad Artena, il giovane era molto conosciuto perché la sua passione preferita era quella di fare il cuoco nei due locali di famiglia conosciuti con il soprannome del padre “da Ciacitto”.

Ovviamente, in città lo sgomento ha raggiunto un pò tutti e non soltanto i moltissimi amici e conoscenti che ha lasciato su questa terra.

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