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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 14/06/2014  -  stampato il 09/12/2016


Esplosioni fuori dalle carceri di Biella, Asti e Aosta

Potrebbe esserci la matrice anarchico insurrezionalista dietro all'attentato dinamitardo avvenuto, una settimana fa, nei penitenziari di Biella, Asti e Aosta. Attualmente le indagini, avviate dalla Polizia Penitenziaria, sono state affidate alla Digos, proprio per la delicatezza del caso. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, sabato 7 giugno, intorno alle 18, un'auto si ferma vicino alla cancellata del carcere di Biella, dalla parte di Città Studi. Chi parcheggia conosce molto bene la struttura e, soprattutto, sa come sono posizionate le telecamere di sicurezza. Infatti, nei video non sarà leggibile la targa. Dal veicolo escono due soggetti, travisati, che sistemano una piccola bomba carta vicino alla cancellata, l'accendono e fuggono prima che esploda, senza, peraltro, causare danni. Immediatamente escono le pattuglie della Penitenziaria, che continueranno la ronda, per motivi di sicurezza, per altre 24 ore. Negli stessi istanti, il copione si ripete fuori dalle mura dei penitenziari di Asti e Aosta.

Adesso gli agenti della Digos stanno analizzando il materiale raccolto dopo la deflagrazione, alla ricerca della "firma" di chi ha realizzato l'ordigno, mentre non sarebbe arrivata alcuna rivendicazione. Che gli anarchici siano di casa, al carcere di Biella, è cosa nota. A inizio del 2000, Marco Camenisch, l'ecoterrorista anarchico, di origini elvetiche, era stato rinchiuso nell'allora sezione a elevato indice di vigilanza. Da mezza Europa, per un lungo fine settimana, erano arrivati in città diversi sostenitori, che si erano piazzati in via dei Tigli con tanta musica e altrettanta rabbia in corpo. Appena un paio di anni prima, infatti, si era consumata in Piemonte la tragedia di Baleno e Soledad trai primi oppositori della Tav. Più recentemente, era approdato anche il "carrozzone" anarchico che, tutte le domeniche, si piazzava fuori da un istituto di pena per sostenere i compagni reclusi con musica a palla e petardi fatti scoppiare dentro alle lattine di birra.

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